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www.ildialogo.org Il popolo della Rete,di Mario Mariotti

Il popolo della Rete

di Mario Mariotti

In altra occasione ho esplicitato quello che di Grillo e dei grillini, mi piace e quello no. Non mi piace la Verità urlata, perché essa ha la sua forza in sé stessa, e non negli ululati di chi la grida. Non mi piacciono le adunate oceaniche, che mi rammentano i Beniti e gli Adolfi di ogni tempo. (L'allergia va anche a Piazza San Pietro, segnale di una fede alienata e di superficie). Non mi piace che la denuncia prevalga sulla proposta. Condivido invece molto dei loro programmi, partendo dal No-Tav; passando per la riduzione degli emolumenti dei politici, che vorrei si avvicinasse al livello dei consumi di S. Francesco; passando alle misure contro la corruzione ed il conflitto d'interesse; arrivando al progetto per la decrescita e la sobrietà. L'uscita dall'euro, invece, per me è il parto di un ippopotamo caduto in una cisterna di grappa e ivi rimasto. Fino all'esaurimento della stessa. Siccome io non faccio parte della Rete, le mie considerazioni ed i miei giudizi non sono certo autorevoli e fondati.

Lo sono invece, fondate ed anche ineludibili, le domande che rivolgo a Grillo e ai suoi sostenitori a quelli eletti perché quelli stati votati e ora rappresentano in Parlamento tutti noi, oltre che persone normali ed oneste, devono anche essere lucide e competenti, altrimenti il nuovo, senza competenza, razionalità ed etica, e come colui che corre stando fermo e avanza indietreggiando. Ecco allora le domande per i grillini ed il loro lieder: Avete consapevolezza della malignità strutturale del capitalismo, del mercato e della competizione? Avete consapevolezza che ci vuole coerenza fra il soggettivo e lo strutturale? Avete esplorato le radici soggettive del negativo: simpatia per la ricchezza, e scelta del più bello al prezzo più conveniente, e ne avete preso le distanze? Avete una visione globale dei problemi, e in tale visione é incluso il Sud del mondo, sempre più povero e disperato che risale al Nord per fuggire dallo sfruttamento operato dal mercato e pilotato dal Nord ricco, democratico e, in aggiunta, spesso anche cristiano?

Vi rendete conto che il vero cancro è la cultura del "Beati i ricchi", di cui oggi quella americana é paradigma, e modello; e che se non poniamo resistenza alla nostra omologazione a tale cultura, agendo su noi stessi e sulla qualità dell'informazione, non faremo altro che dare nomi nuovi al cancro maligno, i cui effetti vediamo oggi nella società americana, e che domani saranno presenti anche da noi?

Avete coscienza che il cambiamento strutturale passa per il cambiamento di sé stessi, per cui noi dobbiamo considerare l'accumulo un negativo, il mercato un cancro che soffoca i Valori, la competizione una metastasi che soffoca la fraternità e il diritto umano fondamentale al posto di lavoro? A parte che il "Vaffan-day" non esce dalla qualità culturale del berlusconismo, ci si rende conto che chi urla, se non ha preso le distanze é concausa di ciò contro il quale sta urlando?

Io mi permetto di dubitarne, perché il popolo della Rete fa parte del popolo italiano, non appartiene ad altra etnia o ad altra galassia; ed esso popolo, se non fa autocritica nel soggettivo e chiarezza etica nello strutturale, rischia di sostituire allo squallore un nuovo becero e squallido squallore.

Ci si rende conto che, con la globalizzazione del capitalismo nella sua forma di speculazione finanziaria, il nostro Paese, e tutto il Pianeta, sono esposti agli effetti maligni di tale speculazione, e che se non si trova il sistema di mettere sotto controllo le borse e le banche, ci si ritrova strangolati da quel debito che é stato creato ed avallato dai politici, per acquisire consenso, ed ora viene pagato dalla sofferenza dei poveri? Si ha in mente qualche rimedio che vada alla radice e sia praticabile in modo da non produrre più danni che benefici?

Siccome l'Italia è ai primi posti fra i Paesi ricchi, siamo soggettivamente disponibili a scegliere la decrescita per aiutare i più poveri a salire? Siamo disponibili ad impegnarci a conoscere prima di arrivare a decidere? Siamo consapevoli che, senza competenza, la sola onestà può portarci in buona fede a fare dei grossi errori, che non saremo solo noi a pagare, ma soprattutto i più poveri di noi? Siamo disponibili a pagare di persona, uscendo dal potere nella condizione in cui c'eravamo entrati?

Secondo me, quando il popolo della Rete comincerà a rispondere a queste domande, a Piazza San Giovanni a Roma la folla oceanica si trasformerà in un gruppetto di amici che giocano a briscola. Allora la Verità verrà detta e non urlata, la denuncia verrà completata dalla proposta.

Spero di sbagliarmi ..... Come ho detto all'inizio, io sono fuori dal popolo della Rete. Sono nella fase della vita che cerca di trovare il modo di morire come si deve, e questo per aiutare il prossimo quando si troverà davanti a questa esperienza cui nessuno potrà sottrarsi. Inoltre cerco di coscientizzare sempre la gente sui pericoli relativi all'idolatria per il progresso tecnologico, che continua ad assorbire anche le risorse che sarebbe meglio andassero destinate alla solidarietà col popolo degli "ausmerzen" del Pianeta. Purtroppo, mentre tale progresso é da anni in crescita esponenziale, quello relativo alla scienza dell'educazione, alla pedagogia, é in condizioni critiche, preagoniche.

Non riuscendo, noi, a trasmettere alle nuove generazioni i Valori ed i traguardi conquistati da quelle precedenti, il fascismo, la violenza sui poveri, persiste, prospera, aumenta, si ripresenta con nomi e volti nuovi e continua ad imporre ingiustizia e sofferenza ai non-garantiti della Terra. La Rete stessa é presente da anni; é sempre più diffusa; e tuttavia fino ad oggi non é che il negativo sia diminuito o sia stato bloccato.

Le differenze fra i ricchi ed i poveri aumentano invece di diminuire; il collasso ecologico incombe. Essendo essa uno strumento potenzialmente preziosissimo, che ci permette di essere quasi ubiqui ed informatissimi, probabilmente, il problema è proprio pedagogico: va cambiata la testa di chi ci naviga, di chi la usa.

Le mie precedenti domande potrebbero servire proprio a questo. Qualcuno potrebbe leggerle, rifletterci sopra, farle girare in Rete. Esse, come ho gia detto, sono e restano ineludibili, anche se a qualcuno possono apparire provenienti da un altro pianeta, o da un'altra era geologica, se non si vuole che sia l'alienazione a fare rete e che la deriva etica ed ecologica di questo nostro indecente e squallido momento storico, in cui un terzo del Paese prende le difese di un pluriinquisito puttaniere che per governare comperava i deputati a chilo, ci porti tutti quanti alla rovina.

Mario Mariotti




Sabato 25 Maggio,2013 Ore: 19:15
 
 
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