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www.ildialogo.org IL BERLUSCONISMO: TENTATIVO DI TECNICA DI COLPO DI STATO.,di Nino Lanzetta

Politica - dibattito
IL BERLUSCONISMO: TENTATIVO DI TECNICA DI COLPO DI STATO.

di Nino Lanzetta

Un amico italo-americano, di solida cultura classica, che ha girato il mondo e che sa di economia e di finanza, spesso mi chiede come mai tanti italiani l’abbiano con Berlusconi e altrettanti lo amino e lo apprezzino. Proverò a spiegarlo, come si può fare dalle pagine di un giornale che ha spazi limitati. Prima, però, una sintetica premessa. L’Italia è uscita dal fascismo e da una guerra perduta con le ossa rotte, distrutta nel fisico e nel morale. La ripresa, dopo una guerra civile e Salò, non è stata facile. I politici, da De Gasperi a Dossetti, da Togliatti a Saragat e Nenni, da Ruini a Calamandrei, da Croce a Orlando, ricostruirono lo Stato dalle fondamenta, riallacciandolo alle migliori esperienze di una liberal democrazia avanzata e scrissero una Costituzione tra le migliori al mondo, che ci ha dato mezzo secolo di ordinato sviluppo nella libertà e nella solidarietà, ed un sostanziale equilibrio tra le classi sociali. Una democrazia parlamentare, nella quale l’equilibrio è dato dalla divisione ed autonomia dei poteri (esecutivo, legislativo e giurisdizionale), sui principi del Montesquieu e gli apporti di grandi intellettuali liberali da De Tocqueville a Constant, che ci ha permesso la creazione di uno stato sociale tra i più avanzati nel mondo, ed un vero e proprio boom economico, quello degli anni sessanta. Tutto questo – è bene non dimenticarlo- in un periodo storico di grandi ideologie e di contrapposizioni radicali, in un’Europa divisa in due blocchi con il muro di Berlino a palese memoria ed in un’Italia che annoverava il più grande partito comunista ed un partito fascista. Il lunghissimo governo della Democrazia cristiana fu condannato, per un lungo tempo, a tenere il potere senza una possibile e fisiologica alternativa, nonostante gli sforzi tesi ad allargare la partecipazione politica, prima ai socialisti e poi addirittura ai comunisti, che avevano iniziato una faticosa e lunga revisione ideologica. Successivamente, nonostante il sacrificio della vita di Aldo Moro ed i numerosi tentativi di adeguare la costituzione alla mutata realtà della nuova società industriale e post industriale, non ci fu ricambio e questo portò alla sclerotizzazione del partito, sempre più piegato sull’esercizio del potere, fino ad una deriva – con l’avvento del craxismo- di corruzione diffusa, della quale i partiti erano il principale motore e la causa. A furor di popolo venne tangentopoli che spazzò via i vecchi partiti ed il loro apparato. In questa fase della vita nazionale sorse l’astro Berlusconi. Per dirla con Asor Rosa (Il grande silenzio - intervista sugli intellettuali- Laterza 2009 pag.127) “ In fondo Berlusconi non è che il prodotto finale e consequenziale di una lunga decadenza – l’involuzione del sistema liberaldemocratico – cui nessuno per trent’anni ha saputo offrire uno sbocco politico-istituzionale positivo. Egli è figlio naturale del craxismo… dell’affarismo democristiano dell’ultima stagione… E’ figlio naturale di quella tendenza che in lui ha assunto forme parossistiche, ossia il culto dell’interesse personale. E’ figlio naturale di un diffuso degrado morale, di cui al tempo stesso rappresenta un esemplare fomentatore. La <democrazia> che incarna presenta gravi aspetti di degenerazione, come ben ha evidenziato la spallata istituzionale contro il Quirinale a proposito del <caso Englaro>: il disprezzo per la Carta Costituzionale; l’evidente estraneità alle forme e alla sostanza del sistema democratico; la denegazione crescente della separazione dei poteri; la tendenza a sottomettere tutto ad un potere unico, anzi personale. Mi sembra che tutti i suoi gesti rappresentino con chiarezza la scalata, talvolta provocatoria e nevrotica, più spesso paziente e tenace verso una diversa forma dello Stato, dove le procedure elettorali avranno una valenza solo immaginaria.---da tutti i punti di vista il berlusconismo è peggio del fascismo, o si sforza tenacemente di esserlo.” Berlusconi, il “mostro buono” è stato sicuramente un geniale e spregiudicato imprenditore che ha fatto i miliardi in un modo che ha destato molti sospetti e interpretazioni. Ha inventato in Italia le Televisioni commerciali, con l’aiuto di Craxi e la miopia di un’intera classe politica. Anche la sua discesa in politica ha dato luogo a molte interpretazioni secondo alcune per procurarsi un’immunità, in quanto soggetto di numerose inchieste giudiziarie. Comunque sia, anche in questa seconda attività, la sua genialità ha avuto successo. In pochissimo tempo ha rivoluzionato il modo di far politica; ha sdoganato i vecchi ex fascisti di AN; si è alleato con La Lega, movimento che ha avuto consenso al Nord cavalcando la tigre di Roma ladrona, del razzismo e della disintegrazione politica, economica e culturale dell’unità d’Italia; ha fondato in tre mesi un nuovo partito, Forza Italia, utilizzando i quadri e l’organizzazione sul territorio di Publitalia, sua società di pubblicità; ha impiegato le sue televisioni per una campagna elettorale nella quale la comunicazione del messaggio dell’Uomo della Provvidenza, capace di fare grande l’Italia, ha avuto successo: al primo colpo, ha vinto le elezioni. In primo tempo ha governato poco perché ha pagato lo scotto del noviziato e la sua tecnica (della conquista del potere) aveva bisogno di tempo per consolidarsi. Poi ha imparato e, riconquistato il potere, non mostra alcun desiderio di mollarlo. La sua genialità sta nell’aver portato in politica, mutuandola dal mondo dell’imprenditoria, la tecnica del Marketing. La politica trattata come un prodotto: il concetto di Qualità Totale utilizzato per la politica. La politica, non più intesa nel senso classico di gestione della polis, e del perseguimento di interessi generali secondo canoni oggettivi e tradizionali delle leggi politiche e delle democrazie liberali, ma assecondando e solleticando, con un’opportuna ed accorta comunicazione mediatica, i desideri del popolo, considerato alla stregua di un cliente, per di più – come si fa in commercio- opportunamente imbeccato attraverso i “consigli per gli acquisti”. Tutto secondo i canoni della nuova tecnica mercatistica ed il superamento del fordismo ( non più qualità intesa in senso oggettivo: un telaio d’acciaio, una carrozzeria forte e sicura e magari nera), ma quella che desidera il cliente influenzato dalle mode e dalle culture del momento. E’ stata una rivoluzione che ha spiazzato la vecchia classe politica che ha perso il bandolo della matassa e non ancora lo ha ripreso, e le cui cause sono da ricercare nella fragilità delle strutture sociali, economiche e culturali e dalla debolezza nazionale. Lo ha fatto mediante l’uso spregiudicato del potere che si è venuto man mano accumulando nella sua persona e perché ha capito, prima di tutti, i nuovi gusti, le tendenze, i nuovi valori e le concezioni della vita della nuova massa globalizzata, amorfa, dalla cultura approssimativa, teledipendente, (quella – per intenderci - dei televoti, del Grande fratello, dell’isola del tesoro, del festival di Sanremo). A questa massa ha ispirato la sua politica utilizzando soprattutto un nuovo modello di comunicazione politica, che dalle aule proprie del Parlamento si è trasferita nelle televisioni, che possiede o controlla, in regime di quasi monopolio. “ Il mezzo televisivo collabora nella costruzione di un immaginario molto diverso da quello tradizionale, che è parte essenziale della nuova <civiltà montante>….. La Tv non uccide la realtà ma la rappresenta come le grandi masse immaginano che sia” (ancora Asor Rosa ). E lo stesso Berlusconi diceva che la realtà che non passa in televisione non esiste. La potenza di fuoco, anche attraverso la carta stampata ( rotocalchi e quotidiani) editoria, banche, cinema, assicurazioni, è stata ossessiva, penetrante, coordinata, efficace. La televisione è stato il primo pilastro della sua nuova tecnica di un colpo di stato, che gli ha permesso di amplificare i suoi messaggi dell’antipolitica, dell’anticomunismo, dell’Uomo del fare, e della Provvidenza. I politici sono stati scelti per le loro doti di comunicazione e per l’aspetto fisico più che per cultura, preparazione, onestà. Al Parlamento, anzi alla televisione, sono approdati miriade di belle donne, funzionari, mediaset, collaboratori personali, mogli, dipendenti, professionisti al suo servizio, utilizzati anche e soprattutto per fini personali ( avvocati che fanno leggi ad personam e poi lo difendono in tribunale) ecc. Il tutto rappresentando una realtà più virtuale che reale, una fiction, un reality. Ha, poi, saputo mettere insieme partiti e movimenti diversi tra loro come la Lega ed Alleanza Nazionale, l’estrema destra, quelli che rimanevano dell’ex Democrazia cristiana degli ex liberali, ex radicali ex repubblicani e perfino di ex comunisti, costituendo un blocco sociale maggioritario. Tutta questa trasformazione ha avuto bisogno di tempo, di costanza, di esercizio del potere e soprattutto dello stordimento di un’intera classe politica ed intellettuale di opposizione che, troppo tardi, si è resa conto di cosa sta succedendo. E stata una vera e propria tecnica della conquista del potere, come quella descritta efficacemente da Curzio Malaparte in un suo celebre libello “Tecnica di un colpo di Sato” del 1931 che si riferiva alla presa del potere di Mussolini e di Hitler. Se i mezzi sono diversi, moderni e raffinati, la tecnica è la stessa. Secondo Malaparte il colpo di stato non è la risultante di una particolare situazione politica o sociale: è bensì, in primo luogo, una realizzazione di carattere “tecnico”. E la tecnica è consona ai tempi ed alla situazione socio-politica. E se non si può parlare strictu senso, di dittatura perché la libertà, almeno sulla carta, non è stata, ancora, abolita anche se, nella pratica e nella partecipazione alla vita politica e sociale del Paese , è  limitata e condizionata, si può parlare, però, di cesarismo, di nuovo peronismo, di sultanato, comunque di sistema autoritario, di populismo mediatico ed autoritario. Come si è arrivati a ciò? Attraverso un accrescimento dei poteri del Premier e un parallelo allentamento dei sistemi di controllo e una sempre minore trasparenza. La tecnica, che ha utilizzato largamente i canali amplificatori delle televisioni e dei giornali (con vere e proprie bocche di fuoco come i vari Fede, Feltri, Belpietro, Sallustri, Minzolini, Ferrara), è passata attraverso una costante e sistematica distruzione dei poteri dello Stato: con attacchi insistenti, assidui e pesanti al Presidente della Repubblica ed alla Corte Costituzionale, alla Magistratura, all’opposizione, ai giornali e a tutti quelli che tentano di fare opposizione, classificati di volta in volta comunisti, che preparano complotti; attraverso la confisca del potere legislativo, ( un Parlamento di nominati come risultato di una legge elettorale sciagurata nel quale sono approdati faccendieri, uomini dell’apparato, familiari e collaboratori del Premier, stelline, servitori, intrallazzasti, inquisiti e condannati, ( il ciarpame politico del quale parlava Veronica Lario); un uso eccessivo ed ingiustificato dei decreti legge, e dei voti di fiducia pur potendo contare su una maggioranza schiacciante alla Camera ed al Senato; attraverso una strisciante disapplicazione della Costituzione, aggirata e disattesa nella pratica di governo, e che si vuole modificare a maggioranza anche se già bocciata una volta dal referendum popolare; attraverso le così dette “riforme” della Magistratura ( abolizione delle intercettazioni telefoniche, processi brevi, ristrutturazione del CSM, divisione delle carriere tra PM e giudici in modo da portare i PM sotto il controllo dell’esecutivo, leggi ad personam per sfuggire ai processi, scudi immunitari ecc. ecc.), della Scuola che cessa sempre più di essere un servizio pubblico e sempre più privatizzata. Attraverso privatizzazioni sempre più estese e che comprendono perfino servizi essenziali come l’acqua, e Organi dello stato come la difesa spa. E per poco non ce l’hanno fatta con la Protezione spa, che ha finito per sottrarre, comunque, ad ogni controllo materie non propriamente di pertinenza come le grandi opere ed in genere ogni opera che si vuole sottrarre al controllo delle leggi ed alla regolamentazione degli appalti. Gli attacchi ai magistrati (talebani !) ed alla Corte costituzionale assumono l’aspetto di un vero e proprio golpe eversivo: “Quando si delegittima un’istituzione – dice F. Amirante, presidente in carica- a lungo andare si delegittima lo stesso concetto dell’istituzione e, privo di istituzioni rispettate, un popolo può anche trasformarsi in una massa amorfa”.  Tutto in nome dell’antipolitica:, un concetto largamente utilizzato contro i politicanti di professione, per accreditare, invece, coloro che, in nome dei successi imprenditoriali sono in grado di reggere lo Stato come se fosse un’azienda, anche confondendola con le proprie o di quelle degli amici e sodali. Aziendalizzazione dello stato, senza controlli né rispetto delle leggi e di regolamenti in una libertà assoluta e senza concorrenza perché senza le regole almeno del mercato. Il privato che agisce in sistema di monopolio senza dar conto a nessuno. Se i magistrati fanno inchieste vanno fermati, e prima o poi, ci riusciranno in una guerra senza quartiere. Attraverso un vero e proprio culto della personalità per cui la figura del Capo viene curata, dalla cima… dei capelli a tutto il resto, compresa la virilità. Eugenio Scalfari scrive: “ Berlusconi è un fenomeno politico inseparabile da una personalizzazione estrema che costituisce l’elemento addirittura fondativo del suo partito”. La personalizzazione è diventata elemento istituzionale. Ai concetti di anticomunismo, di antipolitica, di politica come comunicazione si aggiunge una dose grande di populismo mediatico ( sondaggi, promesse, assicurazioni sul futuro, ottimismo- parla alla pancia più che ai cervelli), si aggiunge un forte antistatalismo che a volte sembra acquisire i connotati del sovversivismo) un individualismo esacerbato solo sulla sua persona mentre il resto è largamente massificato. In conclusione si può concordare con Zagrebelsky che occorre ristabilire lo stato di diritto democratico. Fino a quando si è ancora in tempo|
NINO LANZETTA.


Domenica 28 Febbraio,2010 Ore: 15:47
 
 
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