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www.ildialogo.org La volgaritÓ e i suoi poeti,di don Paolo Farinella

La volgaritÓ e i suoi poeti

di don Paolo Farinella

[pubblicato su la Repubblica/Il Lavoro (locale) domenica 10 gennaio 2010, p. XIII con il titolo:
«Anche in polita è l’ora dei saldi. Contro le truffe occhio alla qualità»]
 
Passato il Natale, inizia il tempo dei saldi. Tutta l’Italia è in saldo:  nei negozi per smaltire le giacenze dell’anno e rimediare qualche affare per chi vende  e chi compra; nella politica è l’Italia in saldo dall’«Alpi alle Piramidi e dal Manzanarre al Reno» (A. Manzoni, Cinque  maggio 1821) e fa affari solo chi delinque, chi governa e chi «mafia», chi legifera ed è inquisito. C’è il mondo religioso o sedicente tale: qui il saldo supera ogni record perché basta parlare con diplomazia e tutto si aggiusta; i discorsetti sono generici, le affermazioni si adeguano a tutte le stagioni e mai si chiama per nome non solo il peccatore, ma anche il peccato. Siamo rispettosi delle buone maniere, noi! Nel mondo cattolico, si fa una enorme confusione tra verità e convenienza, tra denuncia e astio, tra indignazione e odio. Il vangelo è ridotto a galateo come se Gesù ci avesse mandati a fare i convenevoli: «non fermatevi  a salutare nessuno lungo la strada» (Lc 10,4). Era ineducato anche lui? In Calabria a Rosarno scoppia la guerra dei poveri che travolgerà l’Italia: gli schiavi si ribellano, lo Stato delinque e gli Italiani lucrano sul lavoro nero.
Anche la regione Liguria tra qualche mese sarà in saldo e già vediamo le offerte stracciate dei venditori interessati. Biasotti si affanna in cerca di alleati con cui spartirsi le spoglie della ligure terra con l’appoggio della destra eversiva berlusconiana-scajolana, a cui si è venduto anche il prof. Enrico Musso che così della sua intelligenza ha fatto «trombetta». In tempo di elezione tutti sono buoni e tutti hanno già fatto tutto, anche le Piramidi di Egitto, lanterna compresa. I saldi sono una necessità, ma bisogna stare attenti che non siano una svendita o peggio ancora una truffa. C’è un solo modo per sventare l’inganno: controllare i prezzi e la qualità, cioè verificare i programmi e le persone. Il programma esprime il contenuto di una politica e la sua fattibilità nel rapporto costi/benefici; le persone dicono la credibilità del programma e il grado di eticità possibile. L’Etica! Chi era costei?
Non ho niente di personale verso Biasotti o Musso: mi chiedo come possano essere credibili due che si appellano alla stessa destra nella quale militano «a chili e tonnellate» inquisiti, mafiosi, corrotti e corruttori, a cominciare dal loro presidente del consiglio che nelle pause tra una prostituta e un duomo dedica il suo tempo a modificare la Costituzione fin dall’art.1, che definisce la natura dello Stato, i confini del potere: Repubblica, Lavoro, Limiti costituzionali alla deriva plebiscitaria. Mi dispiace per loro, ma non possono essere credibili. In questo tempo di saldi, guardando all’Italia, viene da piangere perché il fondo è ancora lontano. E’ tempo di rivoluzione, è tempo di resistenza per chi crede ancora in uno straccio di dignità nazionale e civile. Non ci possiamo rassegnare che un manipoli di manigoldi possa distruggere la Carta Costituzionale per cui molti hanno dato la vita. No! Non possiamo permetterlo e non lo permetteremo. A Genova, battere Biasotti e Musso fa parte di questa nuova «Resistenza».
Il mio amico Prof. Ignazio Farina, docente all’Alma Università di Salerno, mi manda uno stralcio di una intervista del prof. Mario Lavagetto, docente di «Teoria della Letteratura» all’Università di Bologna in una intervista, data nel 2006 (quattro anni fa, un’epoca!). Dopo avere parlato del concetto di «bellezza», citando la risposta di Teofrasto riportata da Leopardi, l’intervistatore fa a bruciapelo la 25a domanda: «Qual è la sua idea di volgarità?». Il prof. Lavagetto risponde: «In generale potrei dirle che la mia idea di volgarità è perfettamente condensata ed espressa in ogni gesto, parola, atteggiamento del nostro presidente del consiglio». [il seguente è stato tagliato: Correva l’anno 2006, e non volavano duomi. All’unanimità, eleggo Silvio Berlusconi a uomo dell’anno della volgarità. Senza concorrenti].
 
Paolo Farinella, prete
Parrocchia S. Torpete - Genova


Mercoledý 13 Gennaio,2010 Ore: 16:32
 
 
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