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www.ildialogo.org LE “IMPASSES” DELL’AMORE VIRTUALE,di Daniela دانیلا Zini زینی

LE “IMPASSES” DELL’AMORE VIRTUALE

di Daniela دانیلا Zini زینی

Difficilmente, incrociando in strada donne e uomini, rivolgeremmo loro la parola invitandoli a conversare seduti al tavolo di un bar centellinando una consumazione, tanto meno li avvicineremmo a caso, in vari tentativi.
Nella realtà virtuale è possibile.
Si sceglie un nick tra coloro che sono connessi al momento, quello che  più stuzzica la curiosità per l'originalità o si collega a nebulose memorie: una libertà di approccio molto improbabile nella vita reale di tutti i giorni, un gioco piacevole e intrigante.
A volte, dico a volte, la sintonia è immediata.
È innamoramento?
Sempre più persone passano il loro tempo sulla rete a discutere e a flirtare con altre persone.
Sempre più persone cercano il grande amore su internet.
L’amore è virtualizzabile?
È possibile provare amore per una persona mai vista?
È possibile trovare la persona ideale con un semplice clic di mouse?
Perché si preferisce amare dietro lo schermo di un computer piuttosto che amarsi “face à face”?
Cosa cerchiamo realmente sulla rete l’amore, il flirt o abbiamo delle motivazioni nascoste?
Per rispondere a questi interrogativi, mi sono trasformata in reporter (della domenica direbbero certe malelingue).
Alcune donne mi hanno detto che il net ha permesso loro di riprendere fiducia in se stesse. Spesso dopo una rottura ci si sente brutte, non desiderate. Dalla sua iscrizione al net, una donna riceve, in generale, molti messaggi. Ciò lusinga il suo ego e le permette così di affrontare, “nella vera vita” il gioco della seduzione. Il net non è che un primo passo verso una ricostruzione e, spesso, i contatti non restano che dei flirts virtuali.
Altre mi hanno confessato che il net è stato un mezzo per evadere da un quotidiano troppo opprimente. Sono stata sorpresa di vedere che persone sposate utilizzassero siti di incontri. Non per incontrare realmente qualcuno, ma quando si sta male nella coppia e non si ha desiderio di tradire il proprio partner, né desiderio di piantare tutto, il net offre una valvola di sicurezza dove si può sussurrare, avere un’avventura virtuale o, molto più semplicemente, avere un orecchio compiacente che ci ascolta e che, non conoscendoci, non racconterà niente al nostro entourage.
Per alcune amazzoni e certi Don Giovanni, il net è semplicemente un nuovo luogo di dragaggio, dove offrirsi avventure. Poiché si è anonimi e nascosti dietro uno schermo, i sous-entendus sono rapidi e se si è pronti a passare à la vitesse supérieure, le cose vanno molto veloci: è il mezzo più facile per offrirsi delle parentesi coquines. E poiché anche qui l’anonimato è re, si protegge la propria vita e la propria coppia, se si è sposati.
Ma cos’è che fa scattare la scintilla dell’innamoramento virtuale?
È ovvio: il contatto delle parole. Sono le menti, e non i corpi, che si innamorano tra loro. Inoltre la facilità che rende questo possibile è certamente determinata dal modo “discreto” con cui il contatto si propone: non è un telefono che squilla inopportuno quando il capo ti guarda o il coniuge ti controlla. Il contatto avviene quando e come ciascuno può e vuole, e questo rende tutto molto più comodo e piacevole...
Il dialogo si approfondisce, nascono le confidenze e la fiducia e la consuetudine a ritrovarsi a una certa ora, quasi per caso, o perfino fissando un appuntamento. Nasce un’intimità, la sensazione di specchiarsi nell’altro. Per la verità, si va cercando se stessi o la copia di sé nell'interlocutore: sta prendendo le sembianze di una storia d’amore?
Se poi subentra lo scambio di telefonate e il desiderio di parlarsi ogni giorno...
Qui mi fermo.
Non vi è dubbio è storia vecchia di ordinaria realtà, già riconosciuta da tempi millenari.
Pensate che un amore virtuale sia tradimento?
Credo che il vero tradimento alberghi nel profondo di noi stessi; in tal senso, una sana amicizia virtuale che diventi “amore”, può costituire un “tradimento” almeno sul piano morale. Provate a immaginare una situazione analoga che veda voi al posto attualmente occupato dal vostro partner reale: se ne veniste a conoscenza (sapendo con quale intensità vivete questo vostro rapporto virtuale) vi sentireste tradito/a?...
Giudici e giuristi sono arrivati alla conclusione che, a certe condizioni, anche l'infedeltà apparente, gli approcci amorosi, una mail, comportando disagio, offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge, sono causa di risarcimento danno.
Negli scritti dei pensatori e dei filosofi greci si possono trovare tre vocaboli usati per descrivere l’AMORE: EROS, PHILIA, AGAPE.
Chiudersi su internet non permette di accedere a questa grande navigazione spirituale che si offre alle nostre esistenze libere.
In conclusione, dirò: surfez, éclatez-vous e profittate a fondo di ciò che offrono le nuove tecnologie, ma fate anche attenzione a non vivere nel virtuale, bisogna sempre, prima o poi, precipitare nella realtà, anche se questa non è divertente tutti i giorni. Attenzione anche alle grosse menzogne sul fisico, la delusione non sarà che più cocente se vi incontrerete per davvero. E non dimenticate che, come nella vita reale, certe signore e certi signori mentono sulla loro vita coniugale per catturarvi nelle loro reti!
 
 
Daniela دانیلا Zini زینی

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Venerdì 24 Aprile,2009 Ore: 14:10
 
 
Commenti

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Autore Città Giorno Ora
Daniela Thomas Monreale 26/4/2009 16.58
Titolo:Maschere e Persone
Molto centrato quest'articolo, complimenti.
Ma oltre che un "tradimento", il bisogno di evadere o di sentirsi finalmente compresi, forse quest'amore "virtuale" esprime la necessità di ritrovare se stessi nella propria multiformità, negata e impossibile nel quotidiano.
Attraverso dialoghi che forse nella realtà apparirebbero improponibili, è possibile conoscere e integrare parti di sé "in ombra", che, se opportunamente riconosciute ed elaborate, ci permettono una relazione migliore e più autentica con noi stessi e con gli altri.

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