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www.ildialogo.org UN UOMO “SULLE STRADE DELL'UTOPIA: VITA E SCRITTI DI TULLIO CONTIERO”,di CARLO CASTELLINI

Recensione
UN UOMO “SULLE STRADE DELL'UTOPIA: VITA E SCRITTI DI TULLIO CONTIERO”

di CARLO CASTELLINI

"UN UOMO “SULLE STRADE DELL'UTOPIA: VITA E SCRITTI DI TULLIO CONTIERO”. EMI, BOLOGNA, DI PIER MARIA MAZZOLA, 2011, PREFAZIONE DI MONS. GIANCARLO BREGANTINI; POSTFAZIONE DI PIETRO VERONESE DI “LA REPUBBLICA”.

Rendo grazie, prima di addentrarmi nell'intima stanza di questo personaggio, generoso, creativo e scomodo, della paziente e intelligente fatica di PIER MARIA MAZZOLA, giornalista, scrittore, e ora anche direttore editoriale della Editrice Missionaria Italiana di Bologna, che con questo opuscolo ci restituisce una persona autentica, in carne ed ossa, senza reticenze e scevra da anacronistiche retoriche. A me il compito di fissare solo alcuni tratti peculiari della sua poliedrica personalità, quella di DON TULLIO CONTIERO.
L'autore, che l'ha conosciuto da vicino e gli è stato amico, è riuscito a raccogliere numerose e significative testimonianze, sia scritte che orali. Sono queste che, bene ordinate, danno forma e spessore a “SULLE STRADE DELL'UTOPIA: VITA E SCRITTI DI DON TULLIO CONTIERO”, EMI, BOLOGNA, 2011, edito dalla Emi, appunto. Questa giocando col suo nome, ha creato uno scaffale dedicato a persone che hanno lasciato significative tracce di sè, e denominato STIL'EMI.
Questa collana intende quindi raccogliere storie, incontri, viaggi, scritti, azioni, spiritualità di testimoni del nostro tempo. Si tratta quindi di una scelta di “PIETRE ANGOLARI”, come vuole suggerire l'immagine stilizzata della seconda pagina, su cui confrontare le nostre motivazioni e il nostro impegno di vita. In quarta di copertina di Calibu, la figura di Tullio Contiero, sul Monte Sinai, in una foto ricordo di Maria Teresa Tagliaventi..
La prefazione è stata affidata ad un vescovo doc, Mons. GIANCARLO BREGANTINI, di temperatura spirituale elevatissima, stimmatino, ed ora vescovo della diocesi di CAMPOBASSO-BOIANO.
Egli trova “affascinante la lettura di questo bel libro”, in cui si è sentito rispecchiato, “specie nell'itinerario interiore” di don TULLIO CONTIERO, prete. Il libro è ben proposto bene e facilmente fruibile: diviso in due parti: la prima biografica, dedicata al profilo psicologico interiore, di questo intelligente sacerdote; la seconda invece, illustra le costanti della sua attività, e le idee originali, che continuano a vivere e rinascere nelle testimonianze ed assimilazioni affettive e valoriali, delle numerose persone e amicizie, maschili e e femminili, che lo hanno conosciuto e stimato.
Dalla rosa delle testimonianze, dirette e indirette, preferisco offrire ai lettori quella di PIETRO VERONESE, giornalista e inviato speciale dI “LA REPUBBLICA”. Questi infatti, si rammarica di non averlo potuto conoscere di persona, e giunge fino alle lacrime quando legge la storia di questo uomo; per le sue affermazioni taglienti e luminose, per i brani autobiografici e le testimonianze di tanti che lo hanno incontrato nel loro viaggio di vita.
Numerosi e significativi gli episodi ricordati, i nomi di persone che don TULLIO CONTIERO ha incontrato. Per questo anch'io sono costretto, a fissare alcuni punti essenziali, che servono quali paletti per la scelta dei momenti più significativi, e le conseguenti chiavi di lettura non retoriche, per comprendere la sua formazione umana, intellettuale, spirituale.
“A fine lettura, rimane nel lettore, l'impresssione di un uomo che non stava mai con le mani in mano; che non si piangeva addosso; che non era preoccupato di essere riconosciuto o di fare carriera, accademica o dentro la chiesa; che aveva voglia di fare, ma non di strafare; che aveva l'inquietudine di comunicare dialogo e solidarietà missionaria; che aveva l'ansia di una carità operosa e fattiva; che odiava l'immobilismo intellettuale, accademico e pratico, che rifuggiva da una spiritualità parolaia e pantofolaia” (Carlo Castellini).
Forse per questo aveva adottato un linguaggio spiccio e pratico e talvolta provocatorio, come di chi vuole scuotere coscienze fiacche e imborghesite; e voleva realizzare nell'azione concreta il senso vero di una carità operosa a favore dei poveri e deboli, che prima di guardare a sé guarda agli altri. In questo senso il nostro TULLIO fu vero missionario. Per tutti questi motivi il nostro sfugge agli schemi e commenti dei santi tradizionali, tipici delle agiografie oleate e oleose.
Per questo gli si addicono maggiormente le tracce a sbalzo e le pennellate nervose; ma tutto questo si innervava su una spiritualità vera, profonda e biblica; senza la quale tutto questo attivismo non sarebbe potuto durare a lungo.
La sua prima formazione la riceve in una famiglia numerosa, ben edificata dal padre ANTONIO, da cui rimedia un senso vivo della socialità, e dalla madre LEONILDE FONTANA, che gli comunica il gusto della preghiera. Da queste due colonne portanti, nascono numerosi rampolli, i maschi Giovanni, Egidio, Giuseppe, e virgulti femminili le femmine Pasqua, Maria, Antonietta, Vincenzina, Giovanna, Anna.
La sua precoce chiamata a farsi prete, lascia segni della sua presenza a Thiene (Vicenza), a Brusasco (Torino) e a Pallanza (Verbania).
Terminato il ginnasio, a 19 anni, emette i voti.
Tra gli incontri più significativi, ce n'è uno che mi ha colpito ed è quello fortuito con il Card. GIACOMO LERCARO, allora arcivescovo di Bologna, mentre risaliva i tornanti dello splendido gruppo dolomitico del SELLA, in compagnia di MICHELE DEL VECCHIO. Il prelato si interesserà a Tullio Contiero, di cui aveva intuito la tempra e lo spirito. Il cardinale era andato a trovarli. “Tullio era rimasto entusiasta e da lì nacque una storia personale tra lui e il prelato”.
Ma storia di che? Quella che culminerà nella proposta che l'arcivescovo gli farà, cioè di trasferirsi a Bologna per occuparsi degli universitari e di ricevere l'ordinazione”.
Ma ve ne sono altri, di episodi significativi, e incontri, cui lo conduceva la sua ansia di ricerca, per fornire agli altri occasioni formative, specie ai giovani studenti. Su questa strada dell'impegno a favore dei giovani incontrò anche DON LUIGI GIUSSANI, il fondatore di Gioventù Studentesca, divenuta in seguito COMUNIONE E LIBERAZIONE. Lo stile di questo movimento, trasferito a Bologna, non sarebbe stato condiviso in seguito da TULLIO CONTIERO. Intanto consegue la Licenza in Teologia, presso l'Università Lateranense, che gli apre le porte per l'iscrizione alla Università Cattolica di Milano. E il 21 aprile 1963 il card. GIACOMO LERCARO gli pone sul capo le mani della sua ordinazione sacerdotale. Per il suo temperamento vivace e vulcanico, non era portato alla vocazione di mediatore e nemmeno di accademico, dove si esige quel tatto (o ipocrisia diplomatica, ndr), che lui non aveva. Gli si addiceva di più la vocazione del “battitore libero”. Ma anche per questo suo caratterino non godeva troppa stima presso i pretini più diplomatici e bene integratinella diocesi di Bologna. Anzi talvolta era deriso e ritenuto soggetto poco affidabile. “Cio' non ostante non ha mai rotto la comunione ecclesiale”.
Credeva nella realtà misteriosa della comunità cristiana inesa come “POPOLO DI DIO”, secondo le intuizioni del CONCILIO VATICANO II.
Agiva alla Don MILANI, ma in uno spirito partecipativo.
Ma il punto focale della sua attività di formatore, intelligente e moderno, parte dall'Africa e arriva in Africa, terra per la quale organizza numerosi viaggi e indirizza non pochi giovani universitari, alla ricerca di un senso pregnante di fede, scienza e vita impegnata. Per questa sua intuizione, si appoggia molto alle missioni, per far toccare con mano ai numerosi studenti universitari delle varie facoltà di medicina, agraria, veterinaria, i bisogni vitali di intere popolazioni. Ed è così che getta un ponte tra il mondo universitario e il mondo della missione.
(Mi fermo qui. Non vorrei concludere con una finale affretttata, bruciando personaggi e altre significative esperienze, che hanno tutto il diritto di essere ricordate con un secondo articolo. Ma anche per rispetto al nostro TULLIO ed a PIERMARIA MAZZOLA, suo estimatoree divulgatore della sua ricca figura umana).
(CARLO CASTELLINI).


Sabato 14 Aprile,2012 Ore: 23:22
 
 
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