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www.ildialogo.org Libertà religiosa, per tutti,di Gianmario Gillio*

GIORNATA DEL DIALOGO CRISTIANO-ISLAMICO
Libertà religiosa, per tutti

di Gianmario Gillio*

Era il 2001 – pochi giorni dopo l’attentato alle Torri Gemelle in un clima di tensione e di paure generalizzate – quando un gruppo di intellettuali, teologi, giornalisti italiani, decise di lanciare una provocazione: «Siamo vicini ai nostri fratelli musulmani e con loro dialoghiamo, condividiamo la preghiera, la cultura, le tradizioni e la vita di tutti i giorni. Di loro, noi, non abbiamo paura». Per la prima volta quell’anno, malgrado le difficoltà, venne lanciata la Giornata nazionale del dialogo cristiano-islamico che, proprio lo scorso 27 ottobre (data ufficiale), ha visto l’Italia intera celebrarne la dodicesima edizione, con incontri promossi da leader spirituali, imam, istituzioni religiose e laiche, in moschee, chiese cattoliche e protestanti. L’iniziativa, partita in sordina e dal basso, fu una scelta davvero ardita. Oggi e con il senno del poi, si può dire: azzeccata e necessaria. Nei giorni successivi ai fatti che in diretta sconvolsero il mondo intero, la paura fu tanta, ma soprattutto crebbe il terrore, ahimè, del musulmano (uguale) terrorista. C’era chi evocava il nuovo scontro tra civiltà, chi sosteneva la tesi del complotto; solo una cosa tuttavia era certa, che dopo l’11 di settembre a livello mondiale si scatenò il caos. Un caos che, volutamente o meno, permise scelleratezze e guerre disastrose, sdoganò bugie, e provocò sofferenze a nuovi innocenti.

Potevamo essere noi quegli innocenti? I possibili bersagli della «furia islamica»? Così ci fecero credere. Ancora oggi, a livello propagandistico, il paradigma non sembra essere cambiato di molto. Comunque sia in Italia e per la prima volta dal dopoguerra, «da quel dopo 11 settembre» ci sentimmo davvero bersagli, spersi e impauriti; privati in un sol colpo delle nostre libertà e delle nostre sicurezze. C’era chi guardava «in cagnesco» il marocchino stremato dalla lunga giornata di lavoro solo perché osava salire, portando il suo povero zainetto, sullo stesso autobus e chi «riconosceva» nel più «famoso» Bin Laden, un uomo che con barba e turbante, sikh italiano, da umile lavoratore aveva il torto di recarsi nel capannone «a ingrassar le vacche». Nell’ignoranza del fatto che proprio quell’uomo, cittadino italiano e dipendente a tempo indeterminato, insieme ai suoi conterranei, stava facendo crescere l’economia del latte e del formaggio del nostro Nord Italia. Oggi Bin Laden non c’è più e le cosiddette «primavere arabe» si sono trasformate in lunghi e grigi inverni. La nostra attuale emergenza (oltre alla crisi economica e sociale che investe tutti noi e che non è mai stata considerata un’emergenza) è l’arrivo incessante, proprio da quelle terre martoriate dalle guerre e dalla fame, di profughi costretti a fuggire da atrocità, sevizie e fame. Costretti a rischiare la propria vita per poterla salvare.

Oggi la Giornata del dialogo non è solamente una questione interreligiosa ed ecumenica, declinatasi così nel tempo dopo l’emergenza iniziale per risolvere una questione esiziale. Oggi è molto di più.

Torna a essere attuale perché affronta temi concreti: il riconoscimento della cittadinanza e del richiedente asilo, le questioni normative (dopo alcune pessime leggi in materia di immigrazione), l’accoglienza e la dignità umana, riconoscimenti e tutele importanti per tutte quelle comunità islamiche, sempre più presenti e integrate nel nostro paese. «Libertà religiosa, base delle convivenza civile – un unico Dio, una sola umanità, diritti umani per tutti e per tutte», questo infatti il tema scelto dagli organizzatori per la XII Giornata. E proprio di questo si è parlato in occasione della conferenza stampa, promossa dal mensile Confronti, lo scorso 24 ottobre alla Sala Nassirya del Senato della Repubblica, dove il presidente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii), l’imam Izzedin Elzir, ha volutamente ricordato quanto l’Islam italiano, ancora oggi, non sia garantito da tutele normative, non avendo mai ottenuto la possibilità di accedere all’Intesa (prevista dall’articolo 8 della nostra Costituzione che recita: «Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze») e non sia «tutelato» neanche dalla legge «fascista» sui «culti ammessi» del 1929/30, proprio perché non possiede alcun riconoscimento giuridico. Un appello, quello di Elzir, rivolto ai politici seduti allo stesso tavolo, che tuttavia già da tempo si impegnano per il riconoscimento delle libertà religiose in Italia (insieme alla Federazione delle chiese evangeliche in Italia, rappresentata tra i relatori dalla pastora Letizia Tomassone): il senatore Lucio Malan (Pdl), il deputato Khalid Chaouki (Pd) e il senatore Corradino Mineo (Pd).
Un lungo messaggio di speranza è arrivato quest’anno ai promotori della Giornata dal presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso: «Desidero esprimere il mio apprezzamento per l’iniziativa – scrive Grasso – che ha il grande merito di porre l’attenzione sul valore fondamentale della libertà religiosa e della convivenza civile. […] Nella nostra Costituzione, nella cultura, nella storia e nelle nostre tradizioni sono presenti i principi in base ai quali si può e si deve costruire una rispettosa e pacifica convivenza […]».

Un wishful thinking sperare che di dialogo, un bel dì, non si debba più parlare e che tantomeno, si debba celebrare? Ma solamente praticare! L’esempio che ci giunge dal basso e il numero sempre maggiore di adesioni alle iniziative promosse sinora, ci fanno ben sperare...

* direttore del mensile «Confronti»
Il presente articolo è tratto da Riforma - SETTIMANALE DELLE CHIESE EVANGELICHE BATTISTE, METODISTE, VALDESI del 1° NOVEMBRE 2013 • ANNO XXI • NUMERO 41. Ringraziamo la redazione di Riforma (per contatti: www.riforma.it) per averci messo a disposizione questo testo


Martedì 12 Novembre,2013 Ore: 17:16
 
 
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Dialogo cristiano-islamico

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