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www.ildialogo.org DIOCESI DI TERNI: IL BUCO SI ALLARGA. E CI CADE ANCHE MONS. PAGLIA,da Adista Notizie n. 21 del 08/06/2013

DIOCESI DI TERNI: IL BUCO SI ALLARGA. E CI CADE ANCHE MONS. PAGLIA

da Adista Notizie n. 21 del 08/06/2013

37187. TERNI-ADISTA. È superiore alle previsioni il buco di bilancio della diocesi di Terni provocato da una serie di operazioni immobiliari spericolate condotte da alcuni ex dipendenti laici della curia e dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, ora indagati dalla magistratura: fino a poche settimane fa si parlava di un ammanco di 18-20 milioni di euro, ma ora l’amministratore apostolico della diocesi, mons. Ernesto Vecchi – inviato in sostituzione di mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni per 12 anni, fino al giugno 2012, quando lasciò l’Umbria per il Vaticano, nominato da papa Ratzinger presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia – ha quantificato il deficit in 23 milioni di euro, ma, ha aggiunto si potrebbe arrivare anche a 25.
Una situazione grave, che mette a rischio diversi posti di lavoro dei dipendenti della diocesi e che sta creando sconcerto in molti cattolici ternani, sempre più critici nei confronti proprio dell’ex vescovo Paglia, ritenuto uno dei principali responsabili del crack, non tanto perché direttamente coinvolto – perlomeno fino ad ora –, ma per aver piazzato ai vertici degli uffici economici diocesani i presunti colpevoli della distrazione dei fondi e per aver autorizzato alcune operazioni senza il dovuto controllo (v. Adista Notizie nn. 8, 13 e 14/13).
Alcuni di loro hanno preso carta e penna e hanno scritto al segretario di Stato del Vaticano, card. Tarcisio Bertone, e al prefetto della Congregazione dei vescovi, card. Marc Ouellet, dicendosi addolorati e increduli per il «dramma che sta soffrendo la Chiesa locale». «Questa nostra – si legge nella lettera firmata da cinque cattolici ternani e resa nota dal quotidiano online Umbria24 – si pone agli antipodi del gossip, di distruttive chiacchiere che non aiuterebbero alcuno; non è una forma di disinformazione o di calunnia. Intende invece offrire elementi di incontrovertibile chiarezza sui quali si resta a disposizione per ulteriori eventuali chiarimenti, con specifiche richieste in merito a una questione gravissima ancora aperta». Al centro dello scandalo ci sarebbe mons. Paglia: «Leggiamo sulla stampa di “serate mondane”, di frequentazioni di ambienti di lusso, di continui viaggi in Italia e all’estero soltanto per andare a ritirare premi, con cene in ristoranti alla moda il cui conto basterebbe a una famiglia per un intero mese; sappiamo di clergyman di alta sartoria mentre leggiamo che papa Francesco andava in metro e si fece cucire dalla sorella il vestito da cardinale». Mons. Paglia, «anziché parlarci del cratere finanziario e, soprattutto, morale che ci consegna per i prossimi decenni, senza imbarazzo alcuno va in tv per offrirci consigli, ammonimenti, esortazioni, per discettare dei suoi libri». A Bertone e Oullet i firmatari della lettera fanno due richieste: che mons. Paglia sia invitato «ad astenersi da esposizioni mediatiche ed eventi pubblici di qualsiasi tipo fin quando questi non avrà formalizzato pubbliche spiegazioni e scuse al popolo di Dio della Chiesa diocesana di Terni, Narni, Amelia»; e che «si attui la cessione del quinto del suo stipendio, con la rinuncia di ogni suo bene terreno a mo’ di risarcimento simbolico in favore della diocesi di Terni».
Intanto si sta lavorando per tentare di mettere qualche toppa ai buchi nella casse diocesane, anche per salvare i posti di lavoro a rischio: alcuni immobili potrebbero essere trasferiti all’Apsa (o a qualche altro ente) in cambio di una cifra intorno ai 15 milioni di euro; e potrebbe anche arrivare un prestito straordinario dallo Ior. (l. k.)

Articolo tratto da
ADISTA
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Domenica 09 Giugno,2013 Ore: 07:30
 
 
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