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www.ildialogo.org … Ma noi non ci saremo…,di Carmelo Musumeci

… Ma noi non ci saremo…

di Carmelo Musumeci

Quest’anno il 10 ottobre ricorre il 25° anniversario della Legge Gozzini, per la prevalenza della funzione rieducativa della pena. Per questa occasione l’Associazione Antigone ha organizzato un importante Convegno a Roma dove, tra tanti nomi illustri, aveva pensato di invitare anche Carmelo Musumeci, detenuto ergastolano, recentemente laureato in Giurisprudenza, per raccontare la Legge vissuta da dentro.

Ecco il programma di Antigone:

ANTIGONEONLUS

per i diritti e le garanzie nel sistema penale

10 ottobre 1986 – 10 ottobre 2011

Ore 9.00-15.00

Museo Criminologico

Via del Gonfalone 29

Roma

PENA CERTA UGUALE PENA FLESSIBILE

A 25 ANNI DALLA LEGGE GOZZINI

Introduce

Patrizio Gonnella

In apertura un ricordo di Mario Gozzini di

Alessandro Margara

1986: quando la politica non temeva di essere universalista

Ersilia Salvato e Mino Martinazzoli

2011: la politica e la pena

Luigi Manconi e Gaetano Pecorella

L’inganno della pena certa

Stefano Anastasia

La sfida delle misure e delle sanzioni alternative

Emilio Di Somma

Dai Centri di servizio sociale per adulti agli Uffici per l’esecuzione penale esterna

Vincenzo Eustachio Petralla

La gestione odierna delle misure alternative alla detenzione

Luigia La Culla

Venticinque anni di legge Gozzini visti dall’interni

Carmelo Musumeci

Essendo Carmelo Musumeci impossibilitato ad ogni forma di permesso premio, perché condannato all’ergastolo senza nessun beneficio penitenziario, in assenza di collaborazione con la giustizia, alla “Pena di morte viva”, come lui lo definisce, ha chiesto al Tribunale un permesso di necessità.

Il cosidetto “permesso di necessità”, è l’unico tipo di permesso che può ottenere anche chi è escluso dai benefici penitenziari, ma si concede per eventi gravi, unici e irripetibili.

Per spiegare perché ci teneva tanto ad andare a questo Convegno, ha scritto questa lettera:

Lettera aperta al mio Giudice

di Carmelo Musumeci

Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono.” (Giovanni Paolo II )

Signor Giudice, non ho studiato solo per avere un pezzo di carta e rimanere chiuso in una cella senza fare nulla per il resto dei miei giorni. Io ho studiato anche per lottare, pensare e sognare, perché non posso arrendermi al mio destino e non lo farò mai.

Signor Giudice, ho un’occasione unica: l’Associazione Antigone, in occasione del 25° anniversario della legge Gozzini, mi ha invitato ha tenere, insieme a mia figlia Barbara, una relazione dal titolo: “Venticinque anni di legge Gozzini visti dall’interno e dalle famiglie”, presso il Museo Criminologico di Roma, in via del Gonfalone 29, dalle ore 9.00 alle ore 15.00 del 10 ottobre 2011.

Signor Giudice, io con tutte le mie forze desidero essere presente a questo evento perché per me è il traguardo di un cammino iniziato più di vent’anni fa. E spero di meritarlo, perché si può scontare la propria pena in diversi modi. Ed io ho deciso di farlo lottando per la legalità costituzionale in carcere, per un fine pena per tutti e per cercare di essere un po’ anche la voce dei miei compagni ergastolani, facendomi promotore di pacifiche iniziative per l’abolizione dell’ergastolo.

Signor Giudice, con la schiettezza di sempre, non le posso nascondere che se la Legge e questo Tribunale non mi concederanno questo permesso rimarrò molto deluso perché mi rifiuto di pensare che uomini liberi e giusti possano essere schiavi di leggi che non condividono, quando dovrebbe essere la legge schiava dei giudici.

Signor Giudice, un sistema penitenziario e giudiziario illuminato non dovrebbe impedirmi di essere presente al Convegno, per essere voce di chi non ha voce da tantissimi anni.

Signor Giudice, che cosa dirò se presenzierò a questo evento?

Dirò semplicemente che nonostante i miei educatori, preposti da una legge a esprimere valutazioni, affermino: “La recente restituzione in ambiente libero sembra sostenere un giudizio di affidabilità individuale”, e in un altro documento ribadiscono: “Parere favorevole sull’affidabilità individuale anche esterna”, io sarò considerato cattivo e colpevole per sempre, a causa di un'altra legge che mi preclude il diritto, nonostante il merito.

Direi che il fiume in cui si entra con un piede non è più quello in cui si mette l’altro, perché l’acqua scorre. E che dopo cinque, dieci, vent’anni non si è più lo stesso uomo che ha commesso il reato, quindi, perché l’uomo nuovo deve pagare per l’uomo vecchio?

Signor Giudice, me le lasci dire queste cose. È un evento importante non solo per me, ma per tutta la popolazione detenuta, perché per la prima volta, o quasi, ci sarebbe occasione di far parlare l’ombra di un uomo.

Spoleto 15/09/2011

Lo scorso 6 ottobre il Tribunale di Sorveglianza ha rigettato e negato a Carmelo Musumeci il permesso di partecipare al Convegno.

Nel diario che tiene dal carcere oggi scrive:

Oggi sarei dovuto essere a Roma per partecipare al convegno di Antigone, ma mi è stato respinto il permesso per andarci.

Avevo promesso al mio cuore in caso di esito negativo di non rimanerci male, ma sono un vigliacco e un debole e ci sono rimasto male lo stesso.

Nell’istanza di rigetto mi hanno pure scritto:

(…) Pur riconoscendo l’impegno del detenuto verso forme di partecipazione alla vita detentiva che denotano capacità espressive non comuni e la determinazione dello stesso dimostra per promuovere una campagna di informazione e di riflessione sul tema dell’ergastolo c.d. ostativo (che si collega a delitti ricompresi nel comma 1 dell’art 4 bis ord. pen. e che, come tale, si presenta tendenzialmente perpetuo, salvo collaborazione con la giustizia), rileva il Tribunale come la ipotizzata partecipazione alla giornata organizzata da Antigone, pur apprezzabile per l’obiettivo perseguito di chiamare a discutere di temi così rilevanti persone che vivono sulla loro pelle la drammaticità del carcere a vita, non rientri nella fattispecie della legge. (…)

Né possono superare le precedenti obiezioni le pur pregevoli osservazioni svolte nella memoria difensiva presentata nell’interesse di Musumeci Carmelo che sottolineano l’impegno del detenuto per il superamento dell’ergastolo ostativo, evidenziandosi a livello culturale, politico e giurisdizionale. (…)

Per ironia della sorte il 10 Ottobre l’Europa festeggia anche l’abolizione della pena di morte in tutti i suoi paesei, ma oggi gli ergastolani d’Italia indicono un giorno di sciopero della fame perché:

Mentre il Parlamento Europeo festeggia l’abolizione della pena di morte in tutti i suoi paesi, noi pensiamo che ci sia poco da festeggiare se in Italia al suo posto ci hanno messo una morte ancora più terribile:

la Pena di Morte Viva, l’ergastolo ostativo ai benefici.

Buon anniversario a tutti, ma “Noi non ci saremo…”

Carmelo Musumeci e gli ergastolani in lotta per la vita

10 Ottobre 2011



Luned́ 10 Ottobre,2011 Ore: 14:10
 
 
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