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www.ildialogo.org A D D I O    H A W K I N G,di Michele Zarrella *

A D D I O    H A W K I N G

Il grande astrofisico è tornato fra le “sue” stelle


di Michele Zarrella *

Stephen Hawking nacque a Oxford l’8 gennaio 1942. Che fosse nato lo stesso giorno in cui tre secoli prima moriva Galilei, lo diceva anche lui. Ma che dovesse morire il 14 marzo nello stesso giorno in cui nacque Albert Einstein, questo non lo sapeva nessuno. Due date e due coincidenze che fanno mettere in un ideale collegamento tre grandi scienziati che hanno rivoluzionato il modo di vedere il mondo. Ma, soprattutto, l’aver occupato con onore la cattedra di Matematica lucasiana a Cambridge, che fu di Isaac Newton, lo lega per sempre ai grandi della fisica.

In un convegno disse di sé. "Sono un fisico, cosmologo e sognatore. Nonostante le mie condizioni fisiche mi costringono a vivere su una sedia a rotella e a parlare tramite un sintetizzatore nella mia mente sono libero".

Nel 1970 Hawking, insieme a Roger Penrose, pubblicò un articolo in cui dimostrava che all'origine dell'Universo doveva esserci stata la singolarità di un big bang, sotto le uniche condizioni che la teoria della relatività generale fosse corretta e che l'universo contenesse tanta materia quanta ne osserviamo. I suoi studi si sono concentrati soprattutto sulla evoluzione dei buchi neri. Secondo la sua teoria i buchi neri “evaporano”, a causa di una radiazione che avverrebbe al limite dell'orizzonte degli eventi di un buco nero fra particelle e antiparticelle. Tale radiazione, detta "radiazione di Hawking, comporterebbe che un buco nero di massa pari a quella del Sole evapora in un tempo per noi inimmaginabile: 2 x 1067 anni (10.000 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di anni, cioè 10 undicilioni di anni, essendo 1 undicilione = (106)11 = 1066). Molto maggiore della vita stessa dell’Universo: 13,8 miliardi di anni. Grande divulgatore, con le sue opere, le sue lezioni e la sua chiarezza abbiamo potuto capire l’Universo. Prolifico autore ricordiamo: Buchi neri e universi neonati, Dal big bang ai buchi neri, L'universo in un guscio di noce, La chiave segreta per l'universoLa grande storia del tempo, La natura dello spazio e del tempo, Il grande disegno, La teoria del tutto. Nella quarta di copertina di quest’ultimo libro si legge: “Come ha avuto origine il cosmo? Qual è il destino che ci attende? Fino agli anni Venti del secolo scorso queste domande erano di competenza della religione e della filosofia, mentre oggi è possibile affrontarle da un punto di vista scientifico.” I filosofi non sono riusciti a tenere il passo con il progresso delle teorie scientifiche e Hawking riprende la frase di Ludwig Wittgenstein, il filosofo più illustre del XX secolo: «L’unico compito che resta alla filosofia è l’analisi del linguaggio», e aggiunge: Che declino rispetto a quella grande tradizione filosofica che da Aristotele va fino a Kant!”.

Nel libro Hawking spiega i grandi quesiti che l'umanità si è sempre posti sull’Universo dimostrando come la scienza modifica le proprie teorie con l’acquisizione di nuove osservazioni e di nuovi esperimenti. Fa la storia delle teorie dell’Universo che si sono succedute fino ad oggi dimostrando la falsità delle fantasiose teorie geocentriche di Aristotele e Tolomeo smentite soltanto 18 secoli dopo dalle teorie di Copernico, Galilei e Keplero; ribadendo la validità della fisica di Newton solo in un ristretto ambito come ha dimostrato la relatività di Einstein; e portandoci fino alle recenti frontiere della fisica teorica contemporanea spingendosi allo stato dell'arte sulla ricerca della Teoria del tutto. In questa sua ricerca della teoria unificatrice alla fine del libro scrive: “se riuscissimo a scoprire una teoria completa, … saremmo tutti in grado di prender parte alla discussione sul perché l’universo esiste. E, se trovassimo la risposta a quest’ultima domanda, decreteremmo il definitivo trionfo della ragione umana, poiché allora conosceremmo il pensiero stesso di Dio.”

Ateo convinto, nonostante la terribile malattia scoperta all’età di venti anni - era affetto da sclerosi laterale amiotrofica (Sla) che lo ha costretto a vivere in carrozzella e negli ultimi anni doveva comunicare tramite un sintetizzatore vocale -, Hawking è stato l’esempio vivente contro l’eutanasia dimostrando che la forza di volontà e la speranza sono più forti della malattia. A chi gli chiedeva come aveva preso la notizia della Sla rispondeva che era stato un trauma, ma da quando aveva visto, accanto a sé in ospedale, un ragazzo morire smise di commiserarsi cercando di condurre una vita normale e di non pensare alla sua condizione. Pertanto oltre al grande scienziato è stato un uomo straordinario. Le sue scoperte ci sosterranno per molto tempo.  Una volta disse: “L’Universo non sarebbe un gran che se non fosse la casa delle persone che amiamo". In un convegno disse: "Siate curiosi, e per quanto la vita possa sembrare difficile ricordate che c'è sempre qualcosa che potete fare e in cui riuscire. L'importante è non arrendersi mai".

È mia abitudine aggiungere in calce alle mie lettere una frase che mi ha colpito. Chi riceve le mie lettere sa che dal 29 novembre dello scorso anno la frase è : "Guardate le stelle e non i vostri piedi. Provate a dare un senso a ciò che vedete, e a chiedervi perché l'universo esiste. Siate curiosi. STEPHEN HAWKING."

Grazie Hawking per tutto quello che ci hai dato e continui a darci. Mi piace credere che adesso tu possa godere e ammirare da vicino quelle meraviglie che per mezzo della tua intelligenza e delle tue teorie con tanto impegno e costanza hai procurato di avvicinare alla mente di noi altri. Riposa in pace, nella bellezza sublime delle "tue" stelle. Addio.  

Gesualdo, 15 marzo 2018

*Ingegnere e astrofilo

Per contatti zarmic@gmail.com

sito web: http:

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Giovedì 15 Marzo,2018 Ore: 10:22
 
 
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