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ISSN 2420-997X

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www.ildialogo.org UN APPELLO PER UN'INIZIATIVA ANTIRAZZISTA,di Il Centro di ricerca per la pace e i diritti umani

UN APPELLO PER UN'INIZIATIVA ANTIRAZZISTA

di Il Centro di ricerca per la pace e i diritti umani

Carissime e carissimi,
vi inviamo il seguente appello pregandovi di farlo circolare e di voler aderire (nelle forme e nei modi che riterrete opportuni) all'iniziativa che qui si propone.
Grazie fin d'ora, e un cordiale saluto
Il Centro di ricerca per la pace e i diritti umani
Viterbo, 12 luglio 2015
Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it, centropacevt@gmail.com, centropaceviterbo@outlook.it, web: lists.peacelink.it
* * *
Indice dei testi allegati in calce:
1. Una proposta di azione contro il razzismo
2. Modelli di quattro lettere ai Comuni
3. Modelli di quattro lettere al Parlamento
4. Peppe Sini: Un fatto personale, anche
* * *
1. INIZIATIVE. UNA PROPOSTA DI AZIONE CONTRO IL RAZZISMO
E' necessario e urgente un impegno contro il razzismo in Italia. Ed invero vi sono gia' molte iniziative in corso. Quella che vorremmo proporre potrebbe essere agevole da condurre e produrre qualche risultato.
*
Un ragionamento
Due sono gli obiettivi: il primo: ottenere, se possibile, risultati limitati ma concreti che vadano nella direzione del riconoscimento dei diritti fondamentali per il maggior numero possibile di esseri umani almeno nel nostro paese; il secondo: contrastare con le nostre voci e la nostra azione il discorso e la prassi dominanti, che sono il discorso e la prassi dei dominatori razzisti e schiavisti, dei signori della guerra e della barbarie.
L'idea e' di provare ad attivare alcune risorse istituzionali per contrastare il razzismo istituzionale.
La proposta e' di premere sui Comuni e sul Parlamento con una progressione degli obiettivi.
Alcuni provvedimenti - quelli che proponiamo ai Comuni - sono agevolmente ottenibili se si creano localmente dei gruppi (persone, associazioni, rappresentanze istituzionali...) capaci di premere nonviolentemente in modo adeguato e con la necessaria empatia e perseveranza; e sono agevolmente ottenibili perche' molti Comuni d'Italia li hanno gia' deliberati e realizzati, e quindi nulla osta in via di principio al fatto che altri Comuni li adottino a loro volta.
Le cose che chiediamo al Parlamento sono meno facilmente ottenibili, ma la nostra voce puo' comunque contribuire se non altro a suscitare una riflessione, a promuovere la coscientizzazione, a spostare i rapporti di forza, ad opporsi a ulteriori violenze smascherando la disumanita' delle scelte razziste e indicando cio' che invece sarebbe bene fare.
*
Un metodo
Noi suggeriremmo a chi ci legge e condivide questa proposta di cominciare scrivendo di persona agli amministratori comunali ed ai parlamentari; poi proponendo ad altre persone di fare altrettanto; poi se possibile coinvolgendo anche associazioni e media ed attraverso essi sensibilizzando e coinvolgendo altre persone ancora; poi chiedendo incontri con i rappresentanti istituzionali; e perseverando.
Non vediamo bene un'iniziativa piramidale con un "coordinamento nazionale" e le modalita' burocratiche che ne conseguono. Preferiremmo un'iniziativa policentrica, in cui ogni persona possa agire da se', e meglio ancora con le persone con cui sente un'affinita', e meglio ancora se si riesce ad organizzare un coordinamento locale, ma tra pari e senza deleghe ed in cui le decisioni si prendono con la tecnica nonviolenta del metodo del consenso.
Una sola condizione poniamo come preliminare e ineludibile: la scelta della nonviolenza.
Proponiamo di cominciare e vedere cosa viene fuori. Comunque non sara' tempo sprecato.
*
Ed ecco le proposte:
1. Quattro richieste ai Comuni:
1.1. affinche' il sindaco - qualora non lo abbia gia' fatto - informi, inviando loro una lettera, tutte le persone straniere diciottenni residenti o domiciliate nel territorio del Comune che siano nate in Italia ed in Italia legalmente residenti senza interruzioni fino al compimento del diciottesimo anno di eta', che la vigente legislazione prevede che nel lasso di tempo tra il compimento del diciottesimo ed il compimento del diciannovesimo anno di eta' hanno la possibilita' di ottenere la cittadinanza italiana facendone richiesta davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza con una procedura alquanto piu' semplice, rapida e meno dispendiosa di quella ordinaria per tutte le altre persone aventi diritto;
1.2. affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - attribuisca la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunita' locale ha una relazione significativa e quindi impegnativa (ovvero a) tutte le bambine e tutti i bambini nate e nati nel territorio comunale da genitori non cittadini italiani; b) tutte le bambine e tutti i bambini non cittadine e cittadini italiani che vivono nel territorio comunale; c) tutte le bambine e tutti i bambini i cui genitori non cittadini italiani vivono nel territorio comunale ed intendono ricongiungere le famiglie affinche' alle bambine ed ai bambini sia riconosciuto il diritto all'affetto ed alla protezione della propria famiglia, ed affinche' i genitori possano adeguatamente adempiere ai doveri del mantenimento e dell'educazione delle figlie e dei figli);
1.3. affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - istituisca la "Consulta comunale delle persone straniere residenti nel Comune";
1.4. affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - istituisca la presenza in Consiglio Comunale dei "consiglieri comunali stranieri aggiunti".
2. Quattro richieste al Parlamento:
2.1. affinche' legiferi il diritto di voto nelle elezioni amministrative per tutte le persone residenti;
2.2. affinche' legiferi l'abolizione dei Cie e di tutte le forme di detenzione di persone che non hanno commesso reati;
2.3. affinche' legiferi l'abolizione di tutte le ulteriori misure palesemente razziste ed incostituzionali purtroppo tuttora presenti nell'ordinamento;
2.4. affinche' legiferi il riconoscimento del diritto di tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Italia.
*
Naturalmente
Sono naturalmente disponibili alcuni modelli di lettera (e molti materiali di riferimento) per ognuno di questi punti, che chi vuole prender parte all'iniziativa puo' riprodurre e adattare.
* * *
2. MATERIALI. MODELLI DI QUATTRO LETTERE AI COMUNI
Vi proponiamo i modelli (che naturalmente potrete adattare come meglio riterrete) di quattro lettere che potreste inviare ai Comuni per proporre alcuni atti amministrativi utili per contrastare il razzismo e per promuovere la democrazia, la solidarieta' e il rispetto dei diritti umani.
E precisamente:
1. un modello di lettera affinche' il sindaco - qualora non lo abbia gia' fatto - informi, inviando loro una lettera, tutte le persone straniere diciottenni residenti o domiciliate nel territorio del Comune che siano nate in Italia ed in Italia legalmente residenti senza interruzioni fino al compimento del diciottesimo anno di eta', che la vigente legislazione prevede che nel lasso di tempo tra il compimento del diciottesimo ed il compimento del diciannovesimo anno di eta' hanno la possibilita' di ottenere la cittadinanza italiana facendone richiesta davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza con una procedura alquanto piu' semplice, rapida e meno dispendiosa di quella ordinaria per tutte le altre persone aventi diritto;
2. un modello di lettera affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - attribuisca la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunita' locale ha una relazione significativa e quindi impegnativa (ovvero a) tutte le bambine e tutti i bambini nate e nati nel territorio comunale da genitori non cittadini italiani; b) tutte le bambine e tutti i bambini non cittadine e cittadini italiani che vivono nel territorio comunale; c) tutte le bambine e tutti i bambini i cui genitori non cittadini italiani vivono nel territorio comunale ed intendono ricongiungere le famiglie affinche' alle bambine ed ai bambini sia riconosciuto il diritto all'affetto ed alla protezione della propria famiglia, ed affinche' i genitori possano adeguatamente adempiere ai doveri del mantenimento e dell'educazione delle figlie e dei figli);
3. un modello di lettera affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - istituisca la "Consulta comunale delle persone straniere residenti nel Comune";
4. un modello di lettera affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - istituisca la presenza in Consiglio Comunale dei "consiglieri comunali stranieri aggiunti".
Suggeriamo di inviare le lettere ai sindaci, agli assessori, ai consiglieri ed alla segreteria comunale (gli indirizzi di posta elettronica sono abitualmente segnalati nei siti istituzionali di cui ogni Comune dispone), ma anche ai mezzi d'informazione locali ed agli altri interlocutori che riterrete interessati a recepire e sostenere l'iniziativa.
*
1. Modello di lettera affinche' il sindaco - qualora non lo abbia gia' fatto - informi, inviando loro una lettera, tutte le persone straniere diciottenni residenti o domiciliate nel territorio del Comune che siano nate in Italia ed in Italia legalmente residenti senza interruzioni fino al compimento del diciottesimo anno di eta', che la vigente legislazione prevede che nel lasso di tempo tra il compimento del diciottesimo ed il compimento del diciannovesimo anno di eta' hanno la possibilita' di ottenere la cittadinanza italiana facendone richiesta davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza con una procedura alquanto piu' semplice, rapida e meno dispendiosa di quella ordinaria per tutte le altre persone aventi diritto
Al Sindaco del Comune di ...
e per opportuna conoscenza:
a tutti gli assessori comunali
a tutti i consiglieri comunali
alla segreteria generale del Comune
Oggetto: proposta che il Comune di ... invii a tutti gli stranieri diciottenni residenti o domiciliati a ... che siano nati in Italia ed in Italia legalmente residenti senza interruzioni fino al compimento del diciottesimo anno di eta' una lettera con cui li informi che la vigente legislazione prevede che nel lasso di tempo tra il compimento del diciottesimo ed il compimento del diciannovesimo anno di eta' hanno la possibilita' di ottenere la cittadinanza italiana facendone richiesta davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza con una procedura alquanto piu' semplice e rapida di quella ordinaria per tutte le altre persone aventi diritto.
Signor Sindaco,
le segnaliamo che ai sensi della vigente normativa gli stranieri che siano nati in Italia ed in Italia legalmente residenti senza interruzioni fino al compimento del diciottesimo anno di eta', nel lasso di tempo tra il compimento del diciottesimo ed il compimento del diciannovesimo anno di eta' hanno facolta' di richiedere la cittadinanza italiana semplicemente facendone richiesta davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza e che il Sindaco del Comune emette l'attestazione dell'acquisto della cittadinanza italiana entro 120 giorni dalla data di ricezione degli atti ricevuti dall'Ufficiale dello Stato Civile.
E' possibile che molti giovani che ne hanno diritto ignorino la norma e l'opportunita' che essa offre; sarebbe quindi cosa buona che il Comune provvedesse motu proprio ad informarli di quanto la legislazione dispone.
Le proponiamo quindi che il Comune di ... invii una lettera a tutti i giovani stranieri residenti o domiciliati a Viterbo che si trovino tra il diciottesimo ed il diciannovesimo anno di eta' nati in Italia ed in Italia residenti con cui li si informi di questa opportunita' e della procedura e degli adempimenti relativi.
Voglia gradire distinti saluti,
FIRMA
LUOGO E DATA
RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE
*
2. Modello di lettera affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - attribuisca la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunita' locale ha una relazione significativa e quindi impegnativa (ovvero a) tutte le bambine e tutti i bambini nate e nati nel territorio comunale da genitori non cittadini italiani; b) tutte le bambine e tutti i bambini non cittadine e cittadini italiani che vivono nel territorio comunale; c) tutte le bambine e tutti i bambini i cui genitori non cittadini italiani vivono nel territorio comunale ed intendono ricongiungere le famiglie affinche' alle bambine ed ai bambini sia riconosciuto il diritto all'affetto ed alla protezione della propria famiglia, ed affinche' i genitori possano adeguatamente adempiere ai doveri del mantenimento e dell'educazione delle figlie e dei figli)
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente del Consiglio comunale di ...
e per opportuna conoscenza:
a tutti gli assessori comunali
a tutti i consiglieri comunali
alla segreteria generale del Comune
Oggetto: proposta di delibera per l'attribuzione della cittadinanza onoraria alle bambine ed ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunità locale ha una relazione significativa e quindi impegnativa
Signor Sindaco,
signor Presidente del Consiglio comunale,
vi inviamo la seguente proposta di delibera.
Il Consiglio Comunale di ...
- premesso che le bambine ed i bambini (intendendo qui tutte le persone minorenni, in eta' da zero a 18 anni) sono l'unica speranza di esistenza futura dell'umanita', e pertanto dell'umanita' intera sono il bene piu' prezioso, ed e' quindi dovere delle persone adulte fare tutto quanto e' in proprio potere per garantire loro una vita degna, sicura e felice;
- considerato che compito delle istituzioni democratiche della Repubblica Italiana cosi' come di ogni consesso civile e' rispettare, difendere e promuovere la vita, la dignita' e i diritti di tutte le persone umane, ed in primo luogo delle persone piu' fragili ed indifese, e tra queste vi sono senz'altro le bambine ed i bambini che per la loro crescita e la loro socializzazione hanno bisogno dell'aiuto, dell'accudimento, del rispetto, dell'amore e della protezione altrui;
- affermato che la citta' di ... vuole essere citta' amica delle bambine e dei bambini;
- riconosciuto che della comunita' di ... fanno parte tutte le persone che a ... nascono, vivono, operano, e che tutte recano alla citta' il dono prezioso dell'infinito valore morale della loro umana presenza;
- evidenziato in particolare che della comunita' cittadina fanno quindi parte anche tutte le persone e le famiglie che a ... si trovano e si troveranno, indipendentemente dal fatto di avere o non avere la cittadinanza italiana, di un altro paese o di nessun paese;
- richiamando la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che riconosce che vi e' una sola umanita' e che tutte le persone umane sono portatrici di inalienabili diritti;
- nel rispetto e nell'impegno a realizzare quanto disposto dal dettato della Costituzione della Repubblica Italiana che all'articolo 2 dichiara che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalita', e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarieta' politica, economica e sociale" (articolo in cui va notato che non ci si riferisce ai soli cittadini ma a tutte le persone umane usando a tal fine la formula universalistica "uomo" - intesa in senso neutro, effettualmente comprensiva di uomini e donne, in un uso lessicale all'epoca ancora non consapevole della necessita' di usare un linguaggio sessuato adeguatamente riconoscente ed inclusivo -); che all'art. 10, comma terzo, dichiara che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge" (anche in questo caso usando l'espressione "lo straniero" in senso neutro, effettualmente comprensiva di uomini e donne, in un uso lessicale all'epoca ancora non consapevole della necessita' di usare un linguaggio sessuato adeguatamente riconoscente ed inclusivo); che agli articoli 13, 14, 15, 19, 21-25 e 27 della Parte Prima, Titolo Primo, "Rapporti civili", agli articoli 29-34 della Parte Prima, Titolo Secondo, "Rapporti etico-sociali", agli articoli 35-37 e 39-47 della Parte Prima, Titolo Terzo, "Rapporti economici", riconosce pari diritti e pari protezione a tutte le persone umane presenti nel territorio italiano indipendentemente dalla loro cittadinanza;
- dando adempimento agli impegni di solidarieta' e quindi di civilta' espressi esplicitamente ovvero implicitamente nel proprio Statuto Comunale;
- accogliendo l'invito dell'Organizzazione delle Nazioni Unite espresso fin dalla sua Carta costitutiva e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e successivamente esposto nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia del 1989, e negli atti conseguenti e complementari;
- ed in particolare accogliendo le considerazioni, le proposte ed i suggerimenti dell'Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia;
- sottolineando specificamente che la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia (approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall'Italia con la legge 27 maggio 1991, n. 176) fin dal Preambolo ai commi IV-VI evidenzia che "l'infanzia ha diritto a un aiuto e a un'assistenza particolari", "la famiglia, unita' fondamentale della societa' e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli, deve ricevere la protezione e l'assistenza di cui necessita", "il fanciullo ai fini dello sviluppo armonioso della sua personalita' deve crescere in un ambiente familiare in un clima di felicita', di amore e di comprensione" (ed e' opportuno ricordare che l'Unicef-Italia sottolinea che sarebbe preferibile tradurre il termine inglese "child", anziche' con "fanciullo", con "bambino, ragazzo e adolescente" - scilicet, in una formulazione ancor piu' adeguatamente riconoscente ed inclusiva: "bambina e bambino, ragazza e ragazzo, adolescente" -);
- preso atto che purtroppo attualmente la legislazione italiana non riconosce ancora concreta e adeguata garanzia di effettiva parita' e reale pienezza di diritti a tutte le bambine e tutti i bambini presenti in Italia;
- intendendo con il presente atto dare riconoscimento dell'esistenza presente e futura nel territorio italiano delle bambine e dei bambini anche non cittadine e cittadini italiani, ovvero esprimere riconoscenza per la loro esistenza che rinnova il miracolo della vita e garantisce un futuro alla civilta' umana ed alla sua possibilita' di bene;
- intendendo altresi' dare un esempio, sia pure in forma eminentemente simbolica, di tale riconoscimento e riconoscenza, attraverso un atto che rappresenta e compendia altresi' la manifestazione e l'attribuzione - sia pure, stanti i limiti delle proprie competenze di ente locale, solo simbolica - della assoluta parita' e pienezza di diritti di tutte le bambine e di tutti i bambini;
- intendendo infine sollecitare il Governo e il Parlamento Italiani, cosi' come al loro livello e secondo le loro competenze il Parlamento Europeo, il Consiglio dell'Unione Europea e la Commissione Europea, cosi' come il Consiglio d'Europa, ad assumere tutti i provvedimenti atti a garantire ope legis pienezza e protezione di diritti per tutte le bambine e tutti i bambini;
- dichiarando infine e decisivamente la propria persuasione nella seguente evidente verita': che tutte le persone umane nascono libere ed eguali in diritti, e che quindi tutte le bambine e tutti i bambini nate, nati e presenti ora e in futuro in Italia hanno diritto agli stessi diritti di tutte le altre bambine e tutti gli altri bambini nate, nati e presenti ora e in futuro in Italia;
- nell'ambito delle proprie prerogative e competenze, nel rispetto e nell'applicazione di quanto previsto dalla vigente legislazione, certo di interpretare il comune sentire della popolazione di ... e la voce ferma e profonda dell'umanita' intera cosi' come espressa dalle piu' alte coscienze, testimonianze e tradizioni di pensiero nel corso della storia:
delibera di
1. attribuire la Cittadinanza Onoraria di ...:
a) a tutte le bambine e a tutti i bambini nate e nati a ... da genitori non cittadini italiani;
b) a tutte le bambine e a tutti i bambini non cittadine e cittadini italiani che vivono a ...;
c) a tutte le bambine e a tutti i bambini i cui genitori non cittadini italiani vivono a ... ed intendono ricongiungere le famiglie affinche' alle bambine ed ai bambini sia riconosciuto il diritto all'affetto ed alla protezione della propria famiglia, ed affinche' i genitori possano adeguatamente adempiere ai doveri del mantenimento e dell'educazione delle figlie e dei figli (ovviamente laddove a cio' non ostino cogenti motivi di necessaria particolare protezione e tutela, da parte delle istituzioni pubbliche, delle persone minori come di altre persone componenti il nucleo familiare).
2. Organizzare una pubblica cerimonia - da ripetersi con cadenza annuale per le nuove bambine ed i nuovi bambini che si aggiungeranno nel corso del tempo - di consegna degli attestati alle bambine ed ai bambini, alle ragazze ed ai ragazzi, ed ai loro genitori, cerimonia che sia occasione di riconoscimento e di riconoscenza, di festa e di incontro, di condivisione del bene comune della vita associata, della legalita' democratica, della civile convivenza. A tal fine da' mandato alla Giunta Comunale di adempiere a tutti gli opportuni e necessari atti amministrativi conseguenti.
3. Realizzare e diffondere attraverso il sito web del Comune, attraverso locandine da collocarsi negli uffici pubblici e nelle scuole, attraverso un apposito manifesto da affiggere per le vie cittadine, attraverso comunicati ai mezzi d'informazione ed in tutte le altre forme abitualmente usate per le comunicazioni istituzionali, un testo che riproduca (in italiano e nelle lingue delle varie comunita' alloglotte presenti nel territorio comunale, e con gli opportuni accorgimenti grafici per la miglior comprensione e diffusione) la presente deliberazione e la porti a conoscenza dell'intera comunita' cittadina. A tal fine da' mandato alla Giunta Comunale di adempiere a tutti gli opportuni e necessari atti amministrativi conseguenti.
4. Chiedere al Governo e al Parlamento Italiani nell'ambito delle loro rispettive competenze di procedere all'assunzione di atti legislativi e regolamentari che riconoscano a tutte le bambine e tutti i bambini nate, nati, o viventi, o i cui genitori sono viventi in Italia, gli stessi diritti di tutte le altre bambine e di tutti gli altri bambini nate, nati, o viventi, o i cui genitori sono viventi in Italia. A tal fine da' mandato alla Giunta Comunale di adempiere a tutti gli opportuni e necessari atti amministrativi conseguenti.
5. Proporre agli altri Comuni della provincia di ... di assumere deliberazioni analoghe. A tal fine da' mandato alla Giunta Comunale di adempiere a tutti gli opportuni e necessari atti amministrativi conseguenti.
Vogliate gradire distinti saluti,
FIRMA
LUOGO E DATA
RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE
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3. Modello di lettera affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - istituisca la "Consulta comunale delle persone straniere residenti nel Comune"
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente del Consiglio comunale di ...
e per opportuna conoscenza:
a tutti gli assessori comunali
a tutti i consiglieri comunali
alla segreteria generale del Comune
Oggetto: Istituzione della Consulta comunale delle persone straniere residenti nel Comune
Signor Sindaco,
signor Presidente del Consiglio comunale,
vi inviamo la seguente proposta di delibera.
Il Consiglio Comunale di ...,
premesso che il Comune di ... riconosce l'importanza della partecipazione della popolazione ai processi decisionali attraverso cui l'ente locale assume gli atti di sua competenza relativi all'amministrazione della citta';
considerato che della comunita' cittadina di ... fanno parte a pieno titolo le persone immigrate da altri paesi e regolarmente residenti ovvero domiciliate nel territorio comunale ma che non hanno la cittadinanza italiana;
riaffermato l'impegno a promuovere il dialogo e il confronto democratico fra la popolazione tutta e l'amministrazione comunale valorizzando anche il ruolo delle associazioni quali componenti essenziali del processo di coinvolgimento della popolazione nei procedimenti decisionali;
ritenuto doveroso promuovere interventi adeguati al fine di garantire la partecipazione popolare all'attivita' amministrativa e alla vita pubblica nel suo complesso;
delibera
di istituire la Consulta comunale delle persone straniere residenti nel Comune.
Essa sara' regolamentata secondo le modalita' previste ai sensi e per gli effetti del regolamento per l'istituzione delle Consulte Comunali tenuto conto delle ovvie specificita'.
Vogliate gradire distinti saluti,
FIRMA
LUOGO E DATA
RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE
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4. Modello di lettera affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - istituisca la presenza in Consiglio Comunale dei "consiglieri comunali stranieri aggiunti"
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente del Consiglio comunale di ...
e per opportuna conoscenza:
a tutti gli assessori comunali
a tutti i consiglieri comunali
alla segreteria generale del Comune
Oggetto: proposta di istituzione dei consiglieri comunali stranieri aggiunti
Signor Sindaco,
signor Presidente del Consiglio comunale,
nel territorio del Comune di ... vivono e lavorano persone straniere che contribuiscono con la loro presenza, il loro lavoro ed i loro tributi al bene comune della citta'; ma queste persone non avendo la cittadinanza italiana non vedono riconosciuto il loro diritto a prendere parte alle decisioni pubbliche che tutte le persone riguardano;
mentre prosegue la pluridecennale iniziativa affinche' il Parlamento italiano finalmente renda effettivo il fondamentale diritto democratico "una persona, un voto" con una legge ordinaria che riconosca l'elettorato attivo e passivo agli oltre cinque milioni di immigrati regolarmente residenti in Italia perlomeno per quanto riguarda le elezioni amministrative comunali e regionali (per le elezioni politiche occorrerebbe verosimilmente una modifica costituzionale), in vari Comuni d'Italia gia' da alcuni decenni e' stata istituita la figura del "consigliere comunale straniero aggiunto", proprio per consentire a rappresentanti dei residenti stranieri - eletti dagli stessi stranieri residenti nel territorio comunale - di partecipare ai lavori dei consigli comunali e delle commissioni consiliari con pieno diritto di parola, quand'anche senza diritto di voto deliberativo.
Si propone pertanto che il Comune di ... istituisca la figura del "consigliere comunale straniero aggiunto", prendendo a modello una o piu' delle deliberazioni a tal fine assunte gia' da molti anni da vari Comuni d'Italia.
Vogliate gradire distinti saluti,
FIRMA
LUOGO E DATA
RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE
* * *
3. MATERIALI. MODELLI DI QUATTRO LETTERE AL PARLAMENTO
Vi proponiamo i modelli (che naturalmente potrete adattare come meglio riterrete) di quattro lettere che potreste inviare ai parlamentari per proporre alcuni atti legislativi utili per contrastare il razzismo e per promuovere la democrazia, la solidarieta' e il rispetto dei diritti umani.
E precisamente:
1. un modello di lettera affinche' il Parlamento legiferi il diritto di voto nelle elezioni amministrative per tutte le persone residenti in Italia;
2. un modello di lettera affinche' il Parlamento legiferi l'abolizione dei Cie e di tutte le forme di detenzione di persone che non hanno commesso reati;
3. un modello di lettera affinche' il Parlamento abolisca tutte le misure palesemente razziste ed incostituzionali presenti nell'ordinamento;
4. un modello di lettera affinche' il Parlamento legiferi il riconoscimento del diritto di tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Italia.
Suggeriamo di inviare le lettere ai parlamentari ed anche per conoscenza ai ministri (gli indirizzi di posta elettronica sono segnalati nei siti istituzionali della Camera, del Senato e del Governo), ma anche ai mezzi d'informazione locali e nazionali ed agli altri interlocutori che riterrete interessati a recepire e sostenere l'iniziativa.
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1. Modello di lettera affinche' il Parlamento legiferi il diritto di voto nelle elezioni amministrative per tutte le persone residenti in Italia
Alle ed ai parlamentari della Repubblica
Oggetto: richiesta che il Parlamento italiano legiferi il diritto di voto nelle elezioni amministrative per tutte le persone residenti in Italia
Egregie ed egregi parlamentari,
vi scriviamo affinche' il Parlamento italiano legiferi il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative per tutte le persone residenti in Italia.
Risiedono regolarmente in Italia oltre cinque milioni di persone straniere che con la loro presenza, la loro cultura, il loro lavoro, i loro tributi, la loro umanita', i loro figli che in Italia crescono e studiano, arricchiscono il nostro paese sotto tutti i punti di vista.
Ma a queste persone e' assurdamente negato il diritto di partecipare alle decisioni pubbliche che riguardano anche le loro vite; e' negato il diritto di voto finanche nelle elezioni amministrative. E con questo si nega il cardine stesso della democrazia, espresso nel classico motto "Una persona, un voto".
Ebbene, mentre per il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni politiche, essendo legato alla cittadinanza, occorrerebbe forse una modifica costituzionale, per quanto riguarda l'esercizio dell'elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali e regionali nulla osta all'approvazione di una legge ordinaria che lo riconosca sulla base del mero requisito della residenza.
Con questa lettera siamo quindi a pregarvi di volervi impegnare in tal senso, presentando una proposta di legge ad hoc e promuovendo l'impegno delle altre e degli altri parlamentari solleciti a un tempo del pubblico bene, della democrazia, della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.
Ringraziandovi fin d'ora per l'attenzione, vogliate gradire distinti saluti,
FIRMA
LUOGO E DATA
RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE
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2. Modello di lettera affinche' il Parlamento legiferi l'abolizione dei Cie e di tutte le forme di detenzione di persone che non hanno commesso reati
Alle deputate ed ai deputati
alle senatrici ed ai senatori
Oggetto: proposta che il Parlamento legiferi l'abolizione dei Cie e di tutte le forme di detenzione di persone che non hanno commesso reati
Gentili deputate e deputati, gentili senatrici e senatori,
sono ancora presenti in Italia campi di concentramento in cui sono detenute persone che non hanno commesso alcun delitto: i Centri di identificazione ed espulsione (in sigla: Cie).
E' sufficiente averne notizia per rendersi conto che essi sono incompatibili con lo stato di diritto, con la democrazia, con la civilta'.
Voi ne avete notizia. Voi siete le legislatrici ed i legislatori del nostro paese.
Fate cessare questa barbarie. Ne avete il potere, ne avete il dovere.
Grazie fin d'ora per il vostro impegno: che sia concreto, che sia efficace.
Distinti saluti,
FIRMA
LUOGO E DATA
RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE
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3. Modello di lettera affinche' il Parlamento abolisca tutte le misure palesemente razziste ed incostituzionali presenti nell'ordinamento.
Alle ed ai parlamentari
e per conoscenza alle ministre ed ai ministri
Oggetto: invito al Parlamento affinche' legiferi l'abolizione di tutte le misure palesemente razziste ed incostituzionali purtroppo tuttora presenti nell'ordinamento italiano
Gentili parlamentari,
gentili ministre e ministri,
da anni sono vigenti in Italia misure scandalosamente razziste e palesemente incostituzionali, misure che violano i diritti umani di persone perseguitate solo perche' straniere e povere.
Misure scandalosamente razziste e palesemente incostituzionali che favoreggiano i poteri criminali, la riduzione in schiavitu', violenze inaudite a vittime innocenti.
Queste misure criminali e criminogene vanno abolite.
Chiediamo al Parlamento di tornare al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana, al rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, alla civilta', all'umanita'.
Vogliate gradire distinti saluti,
FIRMA
LUOGO E DATA
RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE
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4. Modello di lettera affinche' il Parlamento legiferi il riconoscimento del diritto di tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Italia
Alle ed ai parlamentari della Repubblica italiana
Oggetto: richiesta che il Parlamento legiferi il riconoscimento del diritto di tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Italia
Gentilissime deputate e gentilissimi deputati,
gentilissime senatrici e gentilissimi senatori,
vi scriviamo per chiedervi una decisione impegnativa, una scelta di civilta'.
Voi sapete che i migranti che muoiono nel tentativo di giungere nel nostro paese e nel nostro continente in fuga dalla fame, dalle guerre, dai disastri e dagli orrori, hanno pieno diritto di cercar di salvare le loro vite, ed hanno pieno diritto d'asilo nel nostro paese ai sensi della Costituzione della Repubblica Italiana che all'articolo 10 inequivocabilmente afferma che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica".
Voi sapete che nessuna di queste persone morirebbe lungo il viaggio se fosse loro consentito di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.
Voi sapete che il primo dovere di ogni essere umano e' salvare le vite, ed a maggior ragione questo e' il primo dovere di ogni istituzione, di ogni stato di diritto, di ogni sistema democratico, di ogni paese civile.
Nel nostro paese voi siete i detentori del potere di fare le leggi, ed attraverso una semplice legge voi potere salvare le vite di tanti esseri umani innocenti.
Una semplice legge che riconosca il diritto di tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Italia.
Una semplice legge della quale potrete essere orgogliosi per il resto dei vostri giorni.
Omettere questo atto di umanita' comporterebbe il perdurare di un iniquo, crudele, disumano stato di cose che condanna alla sofferenza e alla morte tante persone innocenti.
Siate saggi, siate umani. Sappiate essere legislatori. Fedeli alla Costituzione, fedeli all'umanita'.
Ringraziandovi per l'attenzione, confidando sul vostre retto intendimento e sulla vostra volonta' buona, vogliate gradire distinti saluti,
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* * *
4. RIFLESSIONE. PEPPE SINI: UN FATTO PERSONALE, ANCHE
Circa trent'anni fa coordinai per l'Italia una campagna di solidarieta' con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Ed una delle cose che costantemente ricordavo a tutti gli interlocutori era che l'apartheid non era un residuo archeologico di un medioevo ormai definitivamente superato, ma un modello di organizzazione sociale, economica e politica che i poteri dominanti avrebbero cercato di imporre su scala planetaria. E la lotta del movimento antiapartheid in Sudafrica era decisiva per l'umanita' intera. E quindi a chi chiedeva perche' dovevamo essere solidali con quella lotta all'altro capo del mondo rispondevo semplicemente che non eravamo noi che aiutavamo Mandela: erano Mandela e i suoi compagni e le sue compagne che lottavano anche per la nostra liberta', che lottavano per tutta l'umanita'.
Poi Mandela vinse, e con lui vinse l'umanita' intera. E tutti se ne accorsero e ne gioirono. Tutti dopo la sua vittoria gli hanno reso omaggio e lo hanno riconosciuto come simbolo della lotta per la dignita' umana, come la piu' grande guida politica dell'umanita' nella seconda meta' del XX secolo.
In Sudafrica il regime dell'apartheid fu abbattuto dalla lotta di un intero popolo guidato con saggezza, con lungimiranza, con empatia, con la forza dell'esempio, da persone come Nelson Mandela, i suoi compagni, le sue compagne.
Una persona, un voto. Il potere al popolo. Vi e' una sola umanita'.
*
Quando mori' Primo Levi, che a quella campagna di solidarieta' con Nelson Mandela aveva dato la sua adesione - ed il suo nome era il primo che facevamo negli incontri e nelle manifestazioni in cui illustravamo l'iniziativa: poiche' al mondo non c'era persona piu' autorevole di Primo Levi, la cui parola era da tutti riconosciuta veritiera, e quando parlava era la voce dell'umanita' intera che parlava - organizzai a Viterbo un convegno di studi in sua memoria. Tra le relatrici ed i relatori di quell'incontro vi erano personalita' illustri dell'antifascismo, sopravvissuti della deportazione, testimoni luminosi dell'umana dignita'; vorrei ricordarli una per una, uno per uno, quelle maestre e quei maestri che hanno illuminato la mia vita e sono ormai in gran parte defunti, ma qui diro' solo della relazione di Ernesto Balducci che disse parole che fecero piangere di commozione l'intero uditorio e ancora una volta ci invitava alla lotta, come ci invitava ancora alla lotta Primo Levi nell'ultima opera sua, I sommersi e i salvati, nelle cui conclusioni e' una frase che non ho piu' dimenticato: "E' avvenuto, quindi puo' accadere di nuovo".
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Ormai sono un vecchio, un vecchio compagno, fedele all'insegnamento dei miei antichi maestri, e alla loro memoria che ancora rischiara i miei giorni.
E poiche' quegli antichi maestri ora non sono piu' vivi, credo di dover continuare anch'io la loro lotta, la lotta per la buona causa, la lotta per la vita, la dignita' e i diritti di ogni essere umano, la lotta per la liberazione dell'umanita' da tutte le menzogne, da tutte le oppressioni, da tutte le violenze.
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E in primo luogo qui ed ora devo lottare contro l'oppressione razzista e schiavista nel paese in cui vivo, contro la politica guerriera e violatrice dei diritti umani dello stato in cui vivo.
In primo luogo devo denunciare e contrastare il razzismo istituzionale, criminale e criminogeno, che in flagrante violazione della Costituzione della Repubblica (cosi' come della Dichiarazione universale dei diritti umani) opprime le persone migranti, favoreggia la violenza mafiosa e schiavista che le sfrutta brutalmente, consente che esse siano sistematicamente vessate e fin uccise, e' corresponsabile della strage in corso nel Mediterraneo negando agli innocenti in fuga dalla fame e dall'orrore di giungere in Italia in modo legale e sicuro. Devo denunciare la scellerata infamia dell'immane sperpero di risorse pubbliche a fini di morte: giacche' lo stato italiano ogni giorno dissipa 72 milioni di euro (ogni giorno, 72 milioni di euro al giorno) per le spese militari ed armiere, ovvero per strutture e strumenti il cui scopo fondamentale e' la guerra, che sempre e solo consiste nell'uccidere gli esseri umani.
E devo denunciare e contrastare l'ideologia razzista che viene diffusa da propagandisti che trovano complicita' scandalose in pressoche' tutti i mass-media.
Non mi illudo di poter fare molto, ma quello che posso devo pur farlo. E quello che posso e' invitare le persone che come me pensano che ogni essere umano e' diverso dall'altro e proprio per questo tutte le persone sono eguali in dignita' e diritti, tutte hanno diritto alla vita, al rispetto, alla solidarieta', tutte fanno parte dell'unica umanita' vivente - e vissuta, e ventura - in quest'unico mondo anch'esso vivente, casa comune dell'umanita' intera; invitarle ad agire insieme - con la forza della verita', con la scelta della nonviolenza - per contrastare il razzismo e la guerra, per salvare le vite, per difendere la legalita' costituzionale, per difendere la democrazia, per difendere la nostra comune umanita'.
*
Le quattro proposte che il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo propone a chi concorda con noi di inviare ai Comuni costituiscono azioni positive, buone pratiche, che ogni Comune d'Italia puo' agevolmente adottare giacche' centinaia e centinaia di Comuni d'Italia lo hanno gia' fatto.
Le quattro richieste che proponiamo di inviare ai parlamentari (ed ogni persona o associazione scelga a quali) serviranno se non altro a coscientizzare i legislatori ed a contrastare la propaganda razzista e schiavista cui essi rischiano di esser subalterni ovvero rassegnati o peggio complici - e subalterne al razzismo, ed esplicitamente complici, le maggioranza parlamentari susseguitesi nelle ultime legislature lo sono state indubitabilmente, altrimente non sarebbero ancora vigenti misure ignobili e sciagurate come ad esempio la detenzione di innocenti in campi di concentramento, o la scelta abominevole di costringere le vittime innocenti in fuga dall'inferno a mettersi nelle grinfie dei poteri criminali per poter giungere nel nostro paese - costrette: poiche' lo stato italiano (violando de facto il diritto d'asilo affermato de jure nell'articolo 10 della Costituzione) nega loro il diritto di giungere qui in modo legale e sicuro.
*
Di questo orrore non posso, non voglio essere complice. E come me credo la maggioranza della popolazione italiana. Facciamo valere la legalita' costituzionale, facciamo valere il principio democratico, facciamo valere la coscienza e la ragione che sono in ogni essere umano.
Cessi la violenza razzista e schiavista, guerriera e stragista.
Otteniamo dai Comuni provvedimenti che immediatamente promuovano la democrazia e difendano i diritti umani delle persone innocenti ed inermi oggi vilmente e brutalmente sfruttate e perseguitate nel nostro paese.
Otteniamo dal Parlamento l'abolizione delle mostruose, illegali misure razziste scandalosamente, illecitamente imposte e mantenute da chi ha governato e governa il nostro paese.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
L'indifferenza e' complicita' coi carnefici.
Il primo dovere e' salvare le vite.
* * *



Domenica 12 Luglio,2015 Ore: 16:13
 
 
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Autore Città Giorno Ora
Nellina Guarnieri Bari 14/9/2015 18.23
Titolo:la recrudescenza del razzismo e del superomismo
 Nonostante penose circostanze famigliari mi distraggano dai miei naturali impegni,credendo fortemente nel "è già avvenuto quindi può accadere di nuovo2 ho smesso da tempo di credere nella MEMORIA divenuto solo esercizio liberatorio per esibire una rinnovata coscienza. cercherò di contribuire all'appello per  non  aderire alla regola dell "Homo homini lupo"
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