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www.ildialogo.org MI RIBELLO A UN ALTRO SGOMBERO!,di Alex Zanotelli

APPELLO PER I ROM DI GIUGLIANO
MI RIBELLO A UN ALTRO SGOMBERO!

di Alex Zanotelli

In questa torrida estate, oltre al calore, è stato lo spettacolo osceno dei rom di Giugliano, trattati peggio delle bestie, a farmi ribollire il sangue. E’ inconcepibile per me che in un paese che si proclama civile, si trattino così esseri umani senza alcun riguardo per i diritti fondamentali. Mi meraviglia soprattutto la ‘cecità’ delle istituzioni sia civili che religiose. Mi riferisco ai circa 700 rom che vivono alla periferia di Giugliano, una città di 120 mila abitanti, a nord di Napoli, nota alle cronache nazionali per le ‘ecoballe’, che non sono altro che rifiuti tal quali cellofanati. E’ incredibile che i cittadini di Giugliano convivano con 8 milioni di tonnellate di ‘ecoballe’ (accatastate ,vicino alla città, per chilometri e chilometri), e non possano convivere con i Rom! Per di più questi rom vivono a Giugliano da oltre 20 anni : sono profughi slavi fuggiti dalla guerra della Iugoslavia(‘91-‘94)e sono vissuti in questi anni in tredici piccoli campi , a ridosso dell’area industriale di Giugliano. Sono diventati un popolo numeroso :800 persone, trecento di questi sono minori. E nonostante che quasi tutti siano nati in Italia, nessuno ha la cittadinanza italiana.

Lo scorso anno la Procura di Napoli ordinò che i tredici campi fossero abbattuti perché sorgevano su un’area satura di rifiuti tossici. Questo è un dato di fatto. Incontrai personalmente il magistrato De Chiara implorandolo di sospendere l’esecuzione finchè non si fosse trovata un’altra collocazione per i Rom. La sua risposta fu perentoria :”Il mio compito è di applicare la legge.” E i rom? “Non è compito mio, ma del Comune.” Il Comune di Giugliano aveva deciso di ospitarne solo un centinaio, costruendo un piccolo campo- lo definirei piuttosto un bunker- a fianco del vecchio insediamento. Abbiamo trattato a lungo con il sindaco Pianese e l’assessore ai servizi sociali, Delfino ,perché trovassero uno spazio per gli altri. Nulla da fare! Ricevetti solo insulti!

Il 12 aprile 2011, con un grande dispiegamento di forze dell’ordine, fu eseguita la demolizione. Ero presente a quello scempio, tentando di resistere in maniera nonviolenta, ma fui trascinato via dalla polizia. Oltre 700 rom sono fuggiti occupando gli spazi liberi che hanno trovato. Sono sorti così quattro nuovi campi abusivi. Questo popolo ‘fuggiasco’ ha trascorso il rigido inverno 2011-12 all’addiaccio, senza acqua, senza bagni, in mezzo a cumuli di rifiuti. E così hanno trascorso questa torrida estate che ci lasciamo alle spalle. Li ho visitati varie volte e posso garantire che non ho mai visto in Italia situazioni di un tale degrado. Mai ho visto bimbi così maltrattati: mi sembravano dei piccoli ‘spazzacamini’ tanto erano sporchi. In un anno e mezzo il comitato campano con i Rom composto da religiosi e laici impegnati: padre Domenico Pizzuti, fratel Raffaele Lievore, la dott.ssa Felicetta Parisi, l’arch. Alex Valentini, Katia dell’associazione Anni’90 (di Giugliano) e Toni, rom che abita in uno di questi campi, ha seguito (e continua a seguire)passo dopo passo questa incredibile avventura umana. Tutte le trattative e le manifestazioni fatte in questo anno e mezzo dal comitato insieme con i Rom non hanno portato a nulla. (Abbiamo perfino minacciato di occupare il municipio di Giugliano!) Il Comune ha continuato con la sua politica di sgomberi dai terreni occupati dai Rom (ne ha attuati due quest’estate!).

Abbiamo trattato in continuità con il prefetto di Napoli, che è anche il commissario straordinario per i rom(i tavoli in prefettura non si contano, senza ottenere mai nulla!). Abbiamo trattato con la Provincia di Napoli ed abbiamo trovato disponibilità nella persona dell’assessora M.Lucia Gualdieri che ci ha offerto alcuni terreni sequestrati alla camorra, ma sembra che il Comune di Giugliano abbia posto il veto.

Abbiamo chiesto anche aiuto al vescovo di Aversa da cui dipende Giugliano, ma non abbiamo avuto alcuna risposta.

Abbiamo chiesto aiuto perfino al Ministro Riccardi, ma a tutt’oggi solo silenzio!

Non posso accettare questi silenzi delle istituzioni come risposta!

Faccio mie le parole rivolte in una lettera scritta il 5 luglio(giornata internazionale del bambino Rom) dai bambini rom di Giugliano al Presidente della Repubblica, G.Napolitano:”Parliamo italiano, siamo nati e cresciuti a Giugliano, non riusciamo a capire perché non dobbiamo essere riconosciuti come cittadini italiani.”

Purtroppo, invece su questi bimbi e sui rom, grava ora la minaccia di un altro sgombero che dovrebbe avvenire il 7 settembre ,come riporta un atto di notifica ricevuto da uno dei capi famiglia rom.

Come missionario e come cristiano non posso accettare come soluzioni un ennesimo sgombero senza offrire loro un’alternativa dignitosa per un essere umano nonché per circa 300 bambini.

Mi appello di nuovo a tutte le istituzioni e alle forze politiche della Campania e di questo paese perché trovino soluzioni idonee e definitive. C’è qualche organizzazione nazionale o internazionale che voglia farsi carico del dramma di questi ROM?

Il mio è un grido, un urlo: non posso accettare che esseri umani siano trattati peggio delle bestie! Mi ribello!

C’è qualcuno in questo paese che può ascoltare il grido di questo popolo che non conta?

Come credente ,so che c’è Qualcuno che lo ascolta!

Alex Zanotelli

Napoli,3 settembre 2012

 




Lunedì 10 Settembre,2012 Ore: 16:32
 
 
Commenti

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Autore Città Giorno Ora
irma vari roma 25/9/2012 23.23
Titolo:io non sono credente ma riesco a sentire nel più profondo del mio cuore la grand...
Articolo 21 - INTERNI
" Siamo persone e non bestie". Parlano i rom "sgomberati" della capitale


di Bruna Iacopino
“ Chi governa ha deciso che adesso gli zingari ( testuale) devono andare tutti via e gli italiani sono d'accordo... e se domani qualcuno si sveglia e dice che bisogna ammazzarci tutti, voi che fate?” Parla con voce bassa e pacata, M. ( la chiameremo così), mentre lentamente, in quell'angolo nascosto di Roma, si fa buio e sale l'umidità dal terreno. Zingari dice, e non rom, perchè così vengono apostrofati durante uno sgombero, così continua a chiamarli la gente.
M. avrà sui quarant'anni, ma ne dimostra molti di più, siede composta sul bordo di un materasso, trovato chissà dove, mentre i suoi due nipotini piccolissimi dormono beatamente coperti solo da un tetto spiovente ricavato con due pannelli di legno leggero e un involucro di plastica in caso di pioggia. Intorno erba alta, rovi, topi e spazzatura.
Prima dello sgombero, avvenuto intorno alla metà di aprile, lei insieme alla sua famiglia, i figli, la nuora, giovanissima e i nipoti di un anno e mezzo e sei mesi, stavano tutti nel campo abusivo di via del Flauto, ora, come tanti altri, centinaia, vive per strada o dove capita, nel primo posto utile, dove è possibile montare una tenda improvvisata e trovare così riparo per la notte. “ Ci trattano come se fossimo animali, ci fanno stare come animali... ma io so bene che qualsiasi persona ha bisogno di lavarsi tutti i giorni, ha bisogno di dormire in un letto con lenzuola pulite, di avere un tetto sopra la testa, di mangiare bene e non come facciamo noi adesso, roba presa dai cassonetti. La vera bestia è chi ci costringe a vivere così”.

Parla un italiano stentato, ma i concetti, nella sua testa e per noi che stiamo lì ad ascoltarla, sono fin troppo chiari.
Racconta di una burocrazia lenta e ingarbugliata, di tribunali e servizi sociali, del terrore più grande: che le venissero sottratti i figli per la mancanza dei documenti... “ Esistono dei diritti internazionali che valgono per tutti, anche per noi che siamo Rom, e allora perchè tutto questo, perchè cacciarci come bestie? Che cosa abbiamo fatto di male? Io... io ho la fedina penale pulita non ho mai fatto nulla di male, però quando vengono a prenderti e ti portano via per identificarti ti mettono insieme ai criminali (gente che ha rubato, ucciso) come se anche tu fossi un criminale...”
E' come se riflettesse a voce alta, un flusso continuo e ininterrotto di pensieri da scacciare, da buttar fuori, il volto stanco di chi è stato in giro tutto il giorno, a rovistare nell'immondizia. La sola alternativa che ha adesso è prendere con se la sua famiglia e tornarsene in Romania da dove è venuta, però prima c'è da risolvere il problema dei documenti della nuora, sepolti durante le operazioni di sgombero, sotto i resti delle baracche insieme a tutto quello che avevano.

Le ruspe, accompagnate dai servizi sociali e le forze dell'ordine in genere arrivano la mattina piuttosto presto, senza un preavviso, danno giusto il tempo di uscire di casa e buttano giù: i documenti li perdono in molti. La stessa sorte è toccata anche ad A., che invece stava nel campo di via Severini, sgomberato nello stesso periodo, anche il suo documento è rimasto sepolto sotto i resti della baracca, da un paio di anni la sua casa, e insieme ai documenti sono rimasti i vestiti della sua bambina di 5 anni. “Non mi hanno dato il tempo di prenderli e la bambina dal 18 aprile non può più andare all'asilo, come faccio a portarla così...” Dove stanno “accampati” adesso non c'è un posto dove potersi lavare, per attingere acqua c'è una fontana pubblica, che usano per bere e cucinare qualcosa.
A. mi racconta che qualche giorno fa l'hanno fermata e portata in questura per l'identificazione, ora ha con se anche un foglio di via.
Anche a via Severini era stata proposta l'accoglienza a Castel Nuovo di Porto, ma solo per donne e bambini, gli uomini si sarebbero dovuti arrangiare, la maggior parte di loro ha rifiutato e si sono sparpagliati per la città. “ Io ho cercato di spiegarglielo, anche alla polizia, che è inutile che ci sgombrano in continuazione, tanto noi ritorniamo.” Sorride A., è poco più di una bambina. Anche qui, dove stanno adesso, le forze dell'ordine sono già arrivate per mandarli via: “Hanno buttato giù tutto e poi hanno anche dato fuoco” mi dicono, facendomi vedere i resti bruciacchiati di legno e cartone.

E loro lì ci sono tornati, alternative non ne hanno. Tornare in Romania?
“ E per fare cosa, senza soldi?” Mi risponde. Suo marito lavora a giornata dove capita, in genere va al mercato a scaricare la merce che arriva la mattina molto presto, così riescono a tirare avanti. “ Dalla Romania siamo venuti via perché non c'era più lavoro per noi, prima lavoravamo in campagna, con la terra, allevavamo gli animali, adesso non c'è più niente e tutto costa il doppio che in Italia...”
Il buio scende sempre più fitto nel fossato in cui ci troviamo, rischiarato appena da un piccolo fuoco che dovrà servire a cuocere la cena. E domani sveglia presto, appuntamento alle 8.30 per andare in via Assisi a richiedere il biglietto per la Romania: “rimpatrio assistito”, lo chiamano.
Ad accompagnarli però non ci sarà qualcuno dei servizi sociali, ma I. una “signora di cuore” come dicono loro, che li conosce e li segue con profonda umanità dall'inizio di tutta questa assurda vicenda, è grazie a lei se sto lì. I. si dibatte tra lo stupore e l'indignazione, animatamente mi racconta della “disavventura” capitata ad una delle famiglie sgomberate: “ ...la mattina dello sgombero a via Severini hanno anche sequestrato un furgone senza neanche accertarsi chi fossero i proprietari e se i documenti stavano posto e senza rilasciare un verbale... ma i documenti erano in regola! E invece no, hanno costretto persone oneste a pagare un avvocato andando a raccogliere ferraglia per la strada solo per farsi restituire il furgone e poter ripartire per la Romania. Mi hanno mandato un messaggio, sono arrivati stamattina...” mi dice, tirando quasi un sospiro di sollievo. Almeno loro sono lontani da qui.
Li salutiamo che ormai è buio. “Vengo domattina a portare un po' di latte caldo, va bene?” Strilla I. allontanandosi.
“Speriamo che stanotte non viene la polizia a sgombrarci...” si sente rispondere dall'altra parte.

I fatti
Dopo lo stop decretato per la Pasqua, in concomitanza con l'occupazione della Basilica di San Paolo, gli sgomberi nella capitale sono ripresi di gran lena, facendone registrare ben 4 nella sola mattinata del 9 maggio, nella zona della Magliana. Le modalità sempre le stesse per tutti, con un aggravante, come denunciano le associazioni e come documentato anche dai mezzi di informazione, lo “sgombero selettivo”: le famiglie con bambini scolarizzati possono continuare a rimanere nel campo fino alla fine dell'anno scolastico, tutti gli altri anche se con bambini, ma non scolarizzati, debbono andar via; l'offerta di accoglienza è sempre vincolata allo smembramento famigliare. Succede allora che i campi si moltiplichino in maniera esponenziale, al momento sarebbero 279, denuncia l'associazione 21 luglio, triplicati, dall'annuncio del Piano nomadi. Una follia propagandistica tutta giocata sulla pelle di uomini, donne e bambini rom.
“ E questa sarebbe sicurezza? Costringere la gente a vivere in maniera disumana? E spingendoli a fare cose che non vorrebbero e dovrebbero fare?” La domanda rimbalza di bocca in bocca ma rimane sospesa in un limbo. Noi la risposta la conosciamo già.
Autore Città Giorno Ora
irma vari roma 25/9/2012 23.55
Titolo:mi ribello contro l'uso politico degli sgomberi senza alternativa dei campi rom...
Cronache di ordinaria persecuzione nei confronti di Rom e di puro razzismo a Roma
TOLLERANZA ZERO

Levatevi la cortina di fumo davanti agli occhi ed iniziate a guardare la vera realtà del nostro bel paese mi rivolgo soprattutto a tutte le donne, madri, educatrici, insegnanti, compagne e mogli.
Sono anni che nel nostro bel paese é passato un messaggio culturale contro l’immigrazione. Questo messaggio ha fatto breccia nella coscienza delle persone trasformandosi in razzismo, purtroppo, questo sentimento, questa ideologia è passata anche tra le fasce socialmente più deboli ed emarginate che popolano le periferie. Ho visto e sentito donne e uomini prendersela con gli immigrati per tutto, dal giardino sporco, ai mezzi pubblici che puzzano con la loro presenza, di essere responsabili di togliere lavoro agli italiani perché ( loro! Gli Immigrati! ) lavorano in nero accettando paghe da fame, dai posti nido occupati dai figli degli immigrati perché rientrano in graduatoria tra le fasce con redditi bassi. Per non parlare poi dei rom e dei bambini rom, visti non come persone ma come degli esseri che cacano e pisciano nei parchi abbandonati e incolti delle nostre ( belle e funzionali ?) periferie della città, usano le fontanelle pubbliche e si permettono di farsi una baracca o aprire una tenda, formando un piccolo accampamento nelle vicinanze di proprietari di case , tanto da essere accusati di essere responsabili della svalutazione del loro appartamento in una eventuale vendita dell’immobile. Questa cultura razzista è studiata ideologicamente dalla politica per distogliere l’attenzione dai veri problemi del nostro bel paese che sono: disoccupazione giovanile, affitti non adeguati allo stipendio, privatizzazioni dei servizi con ricaduta sull’aumento delle tariffe, vendita delle case pubbliche, chiusura delle fabbriche con delocalizzazioni in paesi dove possono avere maggiori guadagni attraverso lo sfruttamento della manodopera a basso costo, non pagando nulla per il maggiore utile ottenuto all’estero; nessuna concreta proposta per affrontare una crisi strutturale, determinata dalla gestione capitalistica della grande finanza europea, dal fondo monetario mondiale e dall’organizzazione mondiale del commercio. Si affronta la crisi facendo cassa tagliando i fondi sulla scuola, sulla sanità, sulla ricerca , ed ora, direttamente sulle buste paga di chi ha sempre pagato.
Allora! toglietevi questa cortina di fumo davanti agli occhi e, se, siamo donne, madri,compagne, educatrici di uguaglianza di giustizia sociale di cultura antirazzista, basta con l’ipocrisia politica che ci vuole tutti coglioni per fare il bello e cattivo tempo. Difendiamo i nostri figli dalla rassegnazione insegnandogli a lottare per il proprio futuro in prima persona accanto a tutti, lavoratori italiani con immigrati, i loro interessi e bisogni sono i nostri, basta ascoltarsi conoscersi ed unirsi,
Ho rabbia, amarezza e preoccupazione per la cultura presente e futura della nuova generazione perché sono reduce dalla constatazione di atti di vera persecuzione nei confronti di un piccolo insediamento rom a Torre Spaccata, composto per la maggior parte da donne e bambini di tutte le fasce di età , anche in età pediatrica . Questo insediamento era presente in via di Torre Maura nei pressi della sede del Messaggero da tre anni, i bambini erano scolarizzati e seguiti da abitanti del quartiere attivi umanamente, seguiti dai sanitari dall’ambulatorio di Medicina Solidale e delle Migrazioni, tutti censiti per essere in linea con il famigerato piano nomadi. La mattina dell’otto aprile la polizia dell’ottavo municipio ha effettuato lo sgombero del campo senza nessuna alternativa , se non quella di una temporanea permanenza in casa famiglia, (non sempre disponibili perché strapiene e non sempre disponibili per nomadi) solo per donne e bambini che, i rom, giustamente, rifiutano, contrari a dividersi dal nucleo familiare. Piano nomadi? No ! Solo tolleranza zero! A dispregio di tutti i diritti umani e civili delle persone. dall’otto aprile queste famiglie seguite e aiutate dalle poche persone solidali di sempre, vagavano nei pressi del campo, aprendo le tende la sera per chiuderle la mattina, continuamente allontanate dalla polizia municipale, fino a lunedì 24 maggio quando la polizia municipale ha impedito loro di aprire le tende, solo per ripararsi dalla pioggia, con la conseguenza che, tutti, compresi i bambini si sono presi tutta la pioggia. E’ intervenuto il centro sociale Corto Circuito portando pasti e vestiti asciutti , la C.R.I. assistenza infanzia chiamata da Medicina Solidale ha portato coperte pannolini e materiale di primo soccorso per i bambini. Troppo!! Il 25 maggio ci siamo recati in delegazione con donne e bambini in Campidoglio per denunciare i modi persecutori nei loro confronti. La delegazione con l’intervento del consigliere comunale Alzetta è stata ricevuta dalla competente rappresentanza del Campidoglio, direttamente in piazza . La delegazione delle donne e bambini rom ha denunciato l’atteggiamento persecutorio chiedendo l’immediata sospensione di interventi di sgomberi nei loro confronti e soluzioni di accoglienza con il mantenimento integro del nucleo familiare, la rappresentanza del Campidoglio ha preso atto delle richieste trasferendo il problema al V dipartimento delle politiche sociali per trovare soluzioni . Il 26 maggio le politiche sociali del V dipartimento ha inviato un nucleo del servizio sociale, operatori che si sono dimostrati disponibili e umani, presso il campo per offrire il trasferimento in un centro di accoglienza con il mantenimento del nucleo familiare, l’offerta è stata accettata positivamente dai rom. Il centro di accoglienza non è e non deve essere la soluzione del problema rom, deve essere solo un momento di emergenza transitorio per trovare una soluzione degna di una vera accoglienza e integrazione nel rispetto dei più elementari diritti umani. Mentre si aspettava il pullman per andare via da Torre Maura (vista Messaggero) è arrivata una donna tutta arrabbiata gridando: “ sono ritornati? Ho chiamato già la polizia” io: “signora ma che fastidio le danno queste persone?” breve silenzio da parte della signora per poi dichiarare: “urinano nel prato” “signora, i marciapiedi di Roma sono pieni di cacche e urine di cani che i loro incivili padroni italiani non raccolgono, il suo è solo razzismo si vergogni!, qui ci sono bambini che hanno avuto bisogno di aiuto e lei non ha chiesto interventi di aiuto né li ha aiutati personalmente, si vergogni!” “io non ho cani”. La signora con il suo gran culone si allontanava infuriata. Questo è quanto
Se non ci leviamo la cortina di fumo dagli occhi fatta di discriminazione e razzismo e in prima persona ci mobilitiamo anche con disubbidienza civile contro chi: profuma ma corrompe e si arricchisce sulla pelle dei terremotati in Abruzzo( la corruzione incide sul disavanzo pubblico nella misura di miliardi di euro); a chi toglie i bambini alle mamme perché povere o perché prive di permesso di soggiorno, considerandole alla pari dei criminali;contro tutti i Tanzi che pisciano nel water ma hanno rapinato centinaia di ignare persone; chi taglia i finanziamenti alla scuola pubblica, taglia le insegnanti di sostegno, il tempo pieno ( non tutti si possono permettere la baby-sitter come la ministra dell’istruzione ); contro chi ha diritto alla pensione con solo 5 anni di duro lavoro in parlamento ma blocca le finestre per accedere alla pensione di vecchiaia anche con 40 anni di contributi lavorativi ; chi rispetta solo il profitto e non le persone; chi massacra di botte fino alla morte persone fermate o arrestate in carcere per pura crudeltà e tortura; contro uomini di chiesa che violentano bambini in luoghi di chiesa; chi licenzia per piani di settore; chi contamina i territori con rifiuti tossici e radioattivi; chi è attualmente all’opposizione (PD ecc) che propone, ma non fa’ opposizione politica, culturale ed economica concreta, seria e di vero attacco contro i responsabili della crisi finanziaria e strutturale, (contro la guerra con ritiro immediato dei soldati in Afghanistan , il 20% della ricchezza finanziaria e immobiliare italiana non viene tassata), ma, coltiva solo i propri interessi elettorali schierandosi se serve con il pacchetto sicurezza contro gli immigrati clandestini, lasciando sole le persone disagiate, gli immigrati, rom e lavoratori nei loro problemi (vedi anche proposta Fiat a Pomigliano, lavoratori di Rosarno ecc.) questa è opposizione da bella addormentata in attesa del principe, ma il finale questa volta potrebbe avere un tragico risvolto . Condanniamo i nostri figli ad una triste e povera vita futura senza valori e all’infelicità
A Camelia, Carmen, Rebecca, Barbara, Giulia ecc.ecc. Per aver sopportato tanto,(donne rom del campo di Torre Maura).
A tutti i bambini di tutte le periferie problematiche ed economicamente fragili dove mancano le infrastrutture per lo sport e cultura gratuite e servizi essenziali per vivere una vita degna per essere chiamata tale.

Irma Vari, che dedica qualche ora della propria vita a
Medicina Solidale e delle Migrazioni come militante contro l’indifferenza, fascismo e razzismo

Roma, 27 maggio 2010

Questo mio articolo del 27 maggio 2010 avevo intenzione di renderlo pubblico, visto che mi interessava solo riuscire ad ottenere l’accoglienza per i nuclei familiari rom non lo resi pubblico, ora, visto lo sgombero dell’insediamento rom di via M. Campigli dopo quasi 2 anni dell’invio della sottoscrizione di alcuni abitanti per risolvere il problema del piccolo insediamento con civiltà, si è, invece, usata a pretesto una manifestazione avvenuta il 7 settembre c.a. a legittimare una sola richiesta su tante altre che gli abitanti denunciavano sul degrado di V. G.Morandi tanto che l’8 c.m. il comune si sente legittimato a sgomberare senza preavviso per gli abitanti dell’insediamento che non si sono macchiati di nessun reato se non quello di farsi una baracca., Questa è politica bellezza!!! Che schifo! sulla pelle della povera gente, soprattutto bambini, patrimonio dell’umanità.
.
L’8 settembre 2010 si è ripetuto l’ennesimo sgombero di un piccolo campo nei pressi di via M. Campigli e G. Morandi , senza preavviso, senza offrire a coloro che vivevano nel campo, da ormai quasi quattro anni , un’accoglienza che mantenesse integro l’intero nucleo familiare ma una temporanea assistenza in casa famiglia solo per donne con figli. Perché continuare a proporre alle donne rom di dividersi dal nucleo familiare durante questi sgomberi? pur sapendo che rifiuteranno? dividersi dal nucleo familiare per loro è come subire un lutto, come per noi del resto, con l’aggravante che queste famiglie si trovano in un paese straniero e non tutti hanno la padronanza della lingua italiana . Come dicevo, questo campo esisteva già dal 2007, non ha creato mai problemi con gli abitanti di via G. Morandi hanno socializzato con il territorio e scolarizzato i propri bambini, tanto che in un tentativo di sgombero da parte della polizia e militari avvenuto l’8 aprile 2009, noi abitanti contestammo la tipologia dello sgombero e sottoscritto una richiesta, inviata tramite fax alla segreteria del sindaco Alemanno e al V dipartimento, sottolineando l’inutilità di tali sgomberi per risolvere il superamento degli insediamenti abusivi, perché vista l’esigenza di queste persone a trovare un posto dove vivere avrebbero ricostruito il campo in poco tempo in un altro posto. Questi metodi persecutori nei confronti dei rom causano sofferenze soprattutto ai bambini che vedendo e subendo questi sgomberi si sentono rifiutati, già segnati senza colpe. La richiesta degli abitanti di via G. Morandi richiedeva e affermava che era un grave errore sgomberare l’insediamento di via M. Campigli perché in mancanza di alternative di accoglienza certe sarebbe stata solo l’occasione per rimuovere una piccola comunità che ha cercato di sapersi inserire nel territorio, problematico e degradato già di suo da diversi anni come la maggior parte delle periferie. Si segnalava la necessità di un intervento non delle forze dell’ordine ma dei servizi sociali al fine di individuare tramite concertazione con gli abitanti dell’insediamento un’alternativa residenziale stabile e duratura , tutelando l’integrità dei nuclei familiari, la continuità didattica dei minori, l’integrazione nel territorio. In questo insediamento viveva anche un italiano senza casa e affermava di trovarsi in armonia con gli abitanti del campo. Ora queste persone dalla baracca si trovano in strada con le tende, ma continuano a mandare i propri bambini a scuola. Oggi 20 settembre abbiamo inviato come Medicina Solidale e delle Migrazioni di Tor Bella Monaca, la richiesta di accoglienza per i 6 nuclei familiari sgomberati al V dipartimento delle politiche sociali aspettando che, dopo 2 anni il direttore A. Scozzafava con l’assessore S. Bel Viso legittimi la sottoscrizione di noi abitanti di via G. Morandi inviata ad aprile 2009. Per i miei commenti e proposte leggere il comunicato del 27 maggio 2010.
Irma Vari
Roma, 20 settembre 2010

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