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www.ildialogo.org I martiri del Sinai,Bruno Gambardella

I martiri del Sinai

Bruno Gambardella

Solo in questi giorni alcuni organi di stampa  hanno informato gli italiani sulla  drammatica odissea di un gruppo di 80 profughi eritrei che da oltre un mese è sequestrato al confine tra Egitto ed Israele dai trafficanti d’esseri umani che avevano loro promesso la salvezza. I giornali fiancheggiatori del governo e i principali TG continuano invece ad ignorare la notizia: sarebbe imbarazzante dover ammettere che anche questa vicenda è  una inevitabile conseguenza della legge sui respingimenti fortemente voluta dal  centrodestra e non ostacolata dal PD. 

Qui politica e religione non c’entrano:  siamo dinanzi ad un “semplice” sequestro per motivi di estorsione. Accade spesso che i trafficanti, dopo aver pattuito una certa cifra, durante il viaggio alzino il prezzo. Avevano richiesto agli eritrei 2000 dollari per portarli da Tripoli verso Israele, ma poi hanno quadruplicato il prezzo: 8000 dollari e la possibilità data ai profughi di contattare le famiglie per farsi inviare quella che per dei disperati è una vera e propria montagna di denaro.

Uno di loro è riuscito  a contattare l’Agenzia Habeshia per la cooperazione e lo sviluppo, denunciando quanto accaduto.  Proprio i cooperatori hanno diffuso la notizia: “Sono armati fino ai denti ed entrano in contatto con i sequestrati solo bastonandoli a sangue. Il gruppo di immigrati, tra i quali molte donne, è segregato e tenuto in condizioni inumane con catene ai piedi e senza acqua”.

Dal giorno del sequestro sono stati ammazzati già i sei profughi carcerieri: chi perché senza altri soldi, chi perché ha tentato la fuga ed è stato punito a bastonate fino alla morte. La mattanza prosegue e le notizie dal deserto del Sinai sono frammentarie e purtroppo imprecise. Anche Laura Boldrini, portavoce dell’UNHCR, lamenta una carenza di notizie: non c’è una presenza diretta dell’Alto Commissariato per i Rifugiati al confine Egitto-Israele, risulta pertanto difficile comprendere appieno la situazione.

Nel disinteresse generale dei paesi coinvolti e dell’intera comunità internazionale la situazione rischia di diventare ancora più drammatica. Indifferente anche la Libia, nazione dalla quale dovevano partire per l’Europa questi disperati in fuga dalla guerra; proprio in questi giorni Gheddafi ha reiterato le sue minacce chiedendo all’Ue 5 miliardi di euro per fermare l’immigrazione. “La Libia non è il guardacoste del Mediterraneo” ha ribadito il colonnello, ricevendo una secca risposta da Bruxelles: “cifra esagerata”.

Questa vicenda rischia di consentire al dittatore libico di alzare la posta. I suoi “fratelli” africani sono dovuti fuggire da Tripoli dove rischiavano il carcere perché irregolari: la Libia è l’unico paese africano a non aver mai sottoscritto la Convenzione Internazionale dei Diritti Umani. A vivere un dramma non sono solo gli eritrei. Secondo le associazioni umanitarie sarebbero 600 i migranti tenuti in ostaggio da aguzzini senza scrupoli: somali, eritrei, etiopi e sudanesi, tutti migranti che avrebbero i requisiti  per ottenere la protezione dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati.

Anche l’Italia ha taciuto. Solo oggi il ministero degli esteri Frattini ha promesso un intervento presso le autorità libiche, consapevole del fatto che l’Italia, che come è stato sottolineato dal Colonnello in persona, è l’unico paese a “collaborare” con la Libia. Se l’impegno sarà mantenuto, il  nostro governo potrebbe riscattare alcune sue politiche repressive in tema d’immigrazione, criticate più volte da Bruxelles, assumendo un ruolo di mediatore tra il pretenzioso Gheddafi e l’intimidita Unione Europea, per sbrogliare al più presto il bandolo di questa pericolosa matassa di ricatti e morte.

E’ intollerabile promettere il blocco dell’immigrazione (che significa ignorare i più elementari diritti degli esseri umani) in cambio di 5 miliardi di euro. Che differenza etica e morale c’è tra l’ “amico” Gheddafi e i trafficanti di uomini che pretendono una cifra enorme dai migranti per poterli lasciare liberi? Lì, alle pendici del monte dove Mosè ricevette le Tavole della Legge, ogni pietà , ogni umanità è  calpestata: l’Italia  non può  continuare ad essere complice!

 

 



Giovedý 02 Dicembre,2010 Ore: 22:37
 
 
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