- Scrivi commento -- Leggi commenti ce ne sono (0)
Visite totali: (277) - Visite oggi : (1)
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori Sostienici!
ISSN 2420-997X

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito

www.ildialogo.org R I E C C O L O :LA RIDISCESA IN CAMPO DEL CAVALIERE E LE PROSPETTIVE DELLA CAMPANIA:,di NINO LANZETTA

La settimana politica
R I E C C O L O :LA RIDISCESA IN CAMPO DEL CAVALIERE E LE PROSPETTIVE DELLA CAMPANIA:

di NINO LANZETTA

         E’ abbastanza facile, con parte della stampa e della televisione che ci ritroviamo, ribaltare artatamente la situazione ancora drammatica nella quale si trova l’Italia, prendersela con il Governo Monti e provarsi a capovolgere le responsabilità, nascondendo dietro la difesa ad oltranza di interessi personali ( processi a carico e aziende) il presunto fallimento di Monti che sta tentando - pur con molti limiti ed insufficienze- di raddrizzare una situazione che il duo Berlusca/ Tremonti hanno reso drammatica e che ci stava facendo fare, tra la derisione internazionale del barzellettiere Presidente del Consiglio, la fine della Grecia. Ribaltare una situazione di allegra e spensierata finanza, andata avanti per decenni, “senza mettere le mani nelle tasche degli Italiani! ” e facendo credere che i consumi non stessero diminuendo ( I ristoranti sono pieni!), aumentando le spese improduttive, a cominciare da quelle della politica, nascondendo la realtà e firmando degli impegni gravosissimi ( come il pareggio di bilancio!) – che ora si vogliono attribuire al Governo Monti, è un’operazione spregiudicata e difficile anche per un attore consumato come il nostro ex Presidente del Consiglio. Eppure il RIECCOLO ( che ci ricorda il Fanfani, di ben altra statura politica!), è nuovamente in campo tra le genuflessioni e i baciamano dei suoi cortigiani e maggiordomi tornati ai suoi piedi. Solo in pochi, pochissimi, hanno trovato il senso della dignità e si sono affrancati. Alfano, invece, suo segretario particolare che segretario del partito, è subito scattato sugli attenti, come Cicchitto, Capezzone e tutti gli altri compresi gli ex An, contenti di essere stati graziati e di poter rimanere ancora nel PDL. L’annuncio della nuova discesa in campo ha subito prodotto lo scompiglio nei mercati e lo spread è ricominciato a salire! La crisi di governo, che non potrà non seguire alla mancata fiducia alle Camere, aggraverà la situazione. Le previsioni sono nere: il PIL potrebbe calare del 2,4%, il debito pubblico salire al 140%.  Secondo Grilli occorre reperire nel 2013 altri 6 miliardi. Cresce la disoccupazione nell’eurozona ed il default dell’Italia comincia ad apparire possibile. Eppure i giornali e la televisione, senza manifestare alcun fastidio, danno largo spazio alla ridiscesa in campo del Cavaliere, come se non fosse definitivamente finito il tempo delle barzellette. Siamo alla frutta e c’è ancora tanta gente che crede nel Cavaliere e tantissima che non s’indigna.  Sui tagli, poi, le critiche dettate dalla propaganda si sprecano ed i partiti sembrano aver dimenticato la situazione di economia di “guerra” come ci ricorda i Monti e si son messi a fare già campagna elettorale, facendoci venire in mente il ballo sul Titanic quando stava già affondando. Pochi fanno rilevare, tra l’altro, che i tagli producono maggiori diminuzioni di servizi laddove, come in Campania, non si è mai coniugato efficienza e costi e si è alimentato un sistema assistenzialistico e clientelare costosissimo ed inefficiente. Eppure, in questa situazione il PDL trova l’occasione di astenersi dal votare una legge che riduce i costi della politica!  Tutti quelli che non si sono lasciati abbindolare da pseudo -politici, che hanno riempito di fanfaronate la cronaca politica, hanno capito che a Berlusconi interessano solo i suoi processi e le sue aziende e che gli sta bene la legge elettorale “porcata”, fatta dalla sua maggioranza perché gli dà la possibilità di nominare in Parlamento un gruppo, anche se stavolta molto ridotto, di fedelissimi e di gente abituata a votare a suo comando. Dell’Italia e dei suoi problemi “francamente se ne infischia”! Nessuno ammette colpe e incapacità e non ha neanche l’umiltà di stare  zitto o, almeno, di pensare a quello che dice rispettando un po’ di più l’intelligenza degli ascoltatori .

         Quali i riflessi di una nuova politica di attacco e di bassa propaganda di destra che si potrebbero avere in Campania? E’ scandaloso come è stata gestita la Sanità nella nostra Regione, e come, sostanzialmente si continua! Le colpe dei politici e degli amministratori – queste sì - ricadono sui servizi. La spesa ( circa il 90% dell’intero bilancio regionale) era uscita fuori da ogni controllo e si è dovuto creare un apposito Ente, la Soresa, naturalmente lottizzata per venirne a capo, peraltro, con dubbi risultati.  Se è vero che i tagli non devono penalizzare i servizi, specie nelle zone più povere, è altrettanto vero che bisogna cambiare registro, nella considerazione e chiudere definitivamente la politica della spesa facile. Occorre cominciare a studiare il modo più efficiente e meno costoso di offrire servizi, senza voler, a tutti i costi, mantenere in essere strutture e metodi non più compatibili con la nuova situazione economica.  Non ci si può chiudersi a riccio e pretendere che i tagli si facciano altrove e non in casa nostra, accumunando difese giuste, come quelle degli operai che difendono i posti di lavoro (precari dell’Asl che si incatenano!) da quelle meno giuste di chi difende privilegi e rendite di posizioni ( farmacisti – che minacciano serrate- Medici, avvocati, amministratori). I politici, purtroppo, non prendono coscienza della rivoluzione che sta avvenendo e continuano a fare politica come in passato, cavalcando tutte le proteste e dicendo le solite ovvietà.  Non ci si può comportare facendo finta che in Italia non stia succedendo nulla e la Grecia e la Spagna siano così lontane! Non si può continuare a criticare- ad effetto della platea- le Istituzioni delle quali si fa parte.  Occorre ripetere fino alla noia che, per mantenere più servizi, occorre più organizzazione e più gestione aziendalistica delle strutture pubbliche. Non possiamo continuare a consumare di più di quanto guadagniamo e, per di più, siamo in recessione. Il pareggio di bilancio, l’azzeramento del deficit e la graduale diminuzione del debito pubblico non sono né di destra né di sinistra. Dopo la cura, quando il malato è in ripresa, dovrà tornare la politica e si potrà farla finita con questa innaturale maggioranza.

NINO LANZETTA                                                                                                                                                                   




Venerdì 07 Dicembre,2012 Ore: 23:48
 
 
Ti piace l'articolo? Allora Sostienici!
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori

Print Friendly and PDFPrintPrint Friendly and PDFPDF -- Segnala amico -- Salva sul tuo PC
Scrivi commento -- Leggi commenti (0) -- Condividi sul tuo sito
Segnala su: Digg - Facebook - StumbleUpon - del.icio.us - Reddit - Google
Tweet
Indice completo articoli sezione:
Notizie dall'Irpinia

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito


Ove non diversamente specificato, i materiali contenuti in questo sito sono liberamente riproducibili per uso personale, con l’obbligo di citare la fonte (www.ildialogo.org), non stravolgerne il significato e non utilizzarli a scopo di lucro.
Gli abusi saranno perseguiti a norma di legge.
Per tutte le NOTE LEGALI clicca qui
Questo sito fa uso dei cookie soltanto
per facilitare la navigazione.
Vedi
Info