Riflessione
La chiesa di sua eminenza

di Aldo Antonelli

"Non possono intrommettersi nelle cose della Chiesa cattolica"!
In questi termini si è espresso il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo nei confronti del ministro israeliano Herzog che aveva criticato la possibile, eventuale canonizzazione di Pio XII.
Non voglio entrare nel merito della diatriba, voglio solo comunicare la reazione immediata che hanno suscitato in me queste parole. "Non possono intromettersi nelle cose della Chiesa cattolica"! Dunque, secondo questa "eminenza", il cui nome palandrano è uno schiaffo alla decenza e un pugno al buon senso, la chiesa è una sorta di club privè in cui hanno diritto di parola solo gli iscritti; una loggia massonica nella quale i problemi vanno tenuti rigorosamente riservati alla competenza dei cupolari. In spregio al suo stesso nome ("Cattolica") la Chiesa sarebbe una specie di partito nel quale il diritto di parola è riservato ai soli tesserati. E’ semplicemente scandaloso che questa volgare accezione di chiesa ci venga da un cardinale. Da semplice prete di periferia mi chiedo quali siano le "cose della chiesa" e se l’oggetto di cura della chiesa non sia piuttosto il mondo, il mondo concreto, la società degli uomini e delle donne per la quale la chiesa stessa dovrebbe perdersi sì da essere fermento e concime per un mondo a venire secondo le misure e il progetto di Dio. Una tale chiesa non ha confini che facciano da spartiacque, nè misure per classificare gli uomini tra "figli" e "non-figli", tra privilegiati e reietti, tra docenti e discenti.
L’espressione, poi, mi sembra rubata dal vocabolario della politica insolente: uno stato che non deve intromettersi negli affari di un altro stato, un partito che non deve impicciarsi degli affari di un altro partito. L’altezzosità solitaria e sprezzante di colui-che-fa-da-sÚ, secondo questa eminenza che sembra più una protuberanza, è virtù!


Aldo



Lunedý, 27 ottobre 2008