25 aprile, 1° maggio e 2 giugno un'unica festa e memoria impegnativa

di Enrico Peyretti

25 APRILE 2020
La Resistenza fu essenzialmente il profondo esteso risveglio di coscienza umana, dopo i lunghi anni dell'ideologia e del regime esaltante la violenza, carattere essenziale del fascismo, che aveva infestato gli animi degli italiani, salvo minoranze già moralmente resistenti.
I partigiani non erano terroristi. Insieme a chi lottava senza le armi, volevano uscire dal tempo della violenza, come proclamerà la Costituzione del 1948, con l'art. 11. Noi li esaltiamo non perché hanno vinto, insieme alle armi degli alleati, ma per ciò che volevano, perché erano dalla parte giusta, e perché riscattavano l'onore morale del Paese. Senza i partigiani, la vittoria sul nazismo sarebbe stata solo degli americani. La qualità morale conta  più della forza.
Il 25 aprile, non festeggiamo solo la Liberazione dal nazi-fascismo, ma dalla corruzione disumana che quell'ideologia aveva diffuso nel nostro popolo come in altri. La Liberazione fu un segno di guarigione da una epidemia di peste morale e civile, che aveva deturpato un'Italia civilmente debole, infettata dalla maledetta guerra 15-18, strage di vite e di valori umani. La cosidetta vittoria del 18 fu madre del fascismo. I virus di quella peste circolano ancora. Bisogna individuarli e isolarli. Il vaccino lo conosciamo: è composto di umanità, soldarietà planetaria, globalità dei diritti umani, dialogo e collaborazione tra le culture e le civiltà, fraternità insieme a libertà e uguaglianza, disarmo e pace, nonviolenza, cura della terra, casa comune, di cui tutti viviamo, violentata dalla speculazione. La cura ricostituente è la nostra Costituzione, da attuare nei suoi principi fondamentali.
25 aprile, 1° maggio e 2 giugno sono un'unica festa e memoria impegnativa.



Sabato 25 Aprile,2020 Ore: 18:09