L'imperialismo USA nell'era di Obama

di Lidia Menapace

07.06.2012
Obama rimprovera rudemente l'Europa di essere causa della crisi capitalistica; ha la memoria corta e non ricorda che furono le "bolle" dell'economia Usa  ad avere investito distruttivamente l'Europa. L'avvicinarsi delle presidenziali lo rende comprensibilmente nervoso, ma lo stato delle relazioni internazionali è davvero segno di una politica che fallisce e di un laeder che ha consumato il credito di cui godeva. Non che i suoi contendenti siano migliori!
 Il potere mostra il suo volto violento, nella "licenza di uccidere" che il presidente  possiede e a quanto pare usa; nell'ingerenza pesante  e "segreta" negli affari confusamente mescolati alla "primavera araba"; e soprattuto nel risultato tragico di aver tolto qualsiasi potere all'unico organismo internazionale, che dopo la seconda guerra mondiale  aveva il compito di tenere sotto il controllo "democratico dei vincitori" la pace nel mondo. Le N.U. non esistono di fatto più e ogni tanto Cina e e Russia si servono del diritto di veto a difesa del loro imperialismo contro l'imperialismo Usa: contraddizioni in seno all'imperialismo.
  Non mi spiacerebbe riprendere a puntare l'attenzione appunto sugli strumenti di diritto internazionale, anche perchè  siamo prossimi nel nostro paese a tentativi molto forti di mutare la Costituzione e di rafforzare il controllo dell'Europa sui bilanci statali (forma di riduzione della sovranità statale senza reciprocità, come invece la Costituzione vigente prevede). Se le conferenze sul futuro dell'Europa e del mondo avvengono in modo quasi clandestino, senza presenza di giornali, senza conferenze stampa, senza nemmeno comunicati stampa, ci stiamo avviando a una stretta oligarchica, gestita  dalla finanza e dalle banche ed eseguita dai grandi imperialismi sottostanti: il comando finanziario appare come l'ultimo approdo -fino ad ora- della finanziarizzazione dell'economia, dell'economia di carta (che non é una tigre di carta ahimé).
 
  A me pare di tutta evidenza che l'assetto- stabilito sull'autorità della vittoria, fatta diventare diritto, dei vincitori della seconda guerra mondiale- non esiste più, ma la sua  sostituzione, dovuta al fatto che gli USA secodo Bush hanno vinto la terza, cioè la guerra fredda, con  il diretto imperialismo USA è ancora peggio: ma ad oggi nessuno è in grado di fare proposte migliori? non i popoli d'Europa, non l'Africa di Mandela? non  l'America  latina,  non l'India non allineata (come era anche Cuba)? La crisi capitalistica strutturale e globale accelera,e produce un livello sempre maggiore di barbarie: si può solo denunciare? e credersi con la coscienza a posto? lidia


Giovedý 07 Giugno,2012 Ore: 17:29