Appello
Le armi sono morte, l'arte vita.

di Francesco de Notaris

Aderiamo con convinzione all'appello che riportiamo di seguito a firma di Francesco de Notaris, gia' senatore della Repubblica, giornalista e saggista.
La notizia riportata ci sembra di una gravità eccezionale a cui bisogna reagire con indignazione sottolineando la strategia dell'industria bellica e dell'apparato militare in genere che cerca di accreditarsi presso l'opinione pubblica come portatrice di "valori di civiltà" inculcando l'idea che produrre armi contribuisce alla ricchezza nazionale e fare il militare è un mestiere o meglio una professione che non solo, in particolari condizioni come le "missioni di pace", permette un'ottima retribuzione, ma è ricca di "umanità e dedizione" per il riscatto di popoli oppressi.
Corrado Maffia, Scuola di pace Napoli.

Le armi sono morte, l'arte è vita.

Senza mezzi termini bisogna dire, a proposito della probabilita' che la Mbda (una delle piu' importanti industrie europee di sistemi missilistici e di esplosivi) possa finanziare il Museo Madre a Napoli, che e' assoluta l'incompatibilita' tra l'industria che produce morte e un Museo di arte moderna come il Madre.

L'arte e la modernita' devono rifiutare il denaro prodotto dalle guerre, dal sangue ed anche da investimenti di soldi di dubbia provenienza. E' inammissibile nascondere la realta' e la verita'.

L'economia deve essere al servizio dell'essere umano, che non e' merce da comprare. E' ottimo il comportamento degli artisti pronti a ritirare le loro opere se l'irresponsabile ipotesi diventasse realta'.

Da senatore e parlamentare per la pace scrissi la mozione poi approvata per bloccare la produzione da parte delle aziende italiane delle mine anti-uomo, presentai il testo di legge per l'obiezione di coscienza al servizio militare ed il disegno per la riconversione dell'industria bellica. In Iraq ho visto le stragi prodotte da missili e bombe "intelligenti". La politica non puo' operare scelte che ostacolano il disarmo e la pace offrendo alibi a quanti sono del tutto impegnati a fabbricare strumenti di morte.

Le armi sono costruite per uccidere. L'arte, invece, eleva l'essere umano. Se i costruttori di armi hanno bisogno di apparire benefattori, lo divengano sul serio, riconvertendo le loro fabbriche a produzioni civili.

Si facciano sentire le persone che amano la pace.
 



Domenica 12 Dicembre,2010 Ore: 06:42