TELEGRAFO

di Agenzia NEV del 2/11/2011

(NEV/WCC) – Le chiese canadesi membro del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) hanno elaborato con i rappresentanti di altre comunità di fede, politici ed esponenti della società civile un documento che definisce il cambiamento climatico come “una crisi spirituale”. In un incontro promosso dal Consiglio canadese delle chiese lo scorso 23 e 24 ottobre ad Ottawa, i partecipanti hanno sottoscritto un “Appello interreligioso canadese per l'azione sul cambiamento climatico”, indirizzato ai partecipanti alla Conferenza ONU (COP17) che si terrà a Durban (Sudafrica) dal 28 novembre al 9 dicembre prossimi. L'iniziativa è stata accolta positivamente da Guillermo Kerber, responsabile del programma del CEC sul cambiamento climatico: “Un documento come quello canadese ci aiuta a mettere in evidenza l'importanza che le comunità di fede riservano a questo tema”. A Durban sono previste una manifestazione e una celebrazione interreligiosa. “Nella città sudafricana il CEC organizzerà con la Caritas internazionale e Religions for Peace un evento il prossimo 7 dicembre in modo che le implicazioni di fede in relazione al cambiamento climatico possano essere messe in rilievo”, ha informato Kerber.

(NEV/WCC) – Il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) ha dichiarato novembre il mese della salute e della guarigione. “Novembre è il mese che precede l'Avvento e può essere visto come un tempo di riflessione nel quale invitiamo Dio a entrare nella nostra vita, un tempo di guarigione e trasformazione”, ha dichiarato Manoj Kurian, responsabile del programma “Salute e guarigione” del CEC. A questo proposito sono state predisposte quattro schede (una per ogni domenica del mese) bibliche e informative sui temi del genere e della salute riproduttiva e sessuale. Il primo testo biblico riguarderà l'affermazione del libro della Genesi sulla realtà dell'uomo e della donna creati a immagine di Dio. “Abbiamo scelto questo ambito di temi perché le ineguaglianze tra uomini e donne hanno delle conseguenze drammatiche tanto sulla salute pubblica quanto sulla chiesa in quanto comunità di guarigione e riconciliazione - ha spiegato Kurian -. Uomini e donne sono egualmente preziosi agli occhi di Dio; tuttavia le religioni hanno più volte rinforzato la marginalizzazione di donne e ragazze” (www.oikoumene.org/fileadmin/files/wcc-main/documents/p4/health/2011/Health_month_week1.pdf).

(NEV) – C'è sollievo e felicità tra gli evangelici spagnoli per la rinuncia alla lotta armata da parte dell'ETA, il gruppo terrorista basco le cui violenze hanno insanguinato lo stato iberico negli ultimi 52 anni. “Siamo testimoni di un momento storico che ci permette di intravedere un futuro di pace per noi e i nostri figli” hanno dichiarato in un comunicato stampa il presidente e il segretario esecutivo della Federazione delle entità religiose evangeliche in Spagna (FEREDE), rispettivamente Daniel Rodriguez e Mariano Blazquez. “Vogliamo celebrare la vittoria dello stato di diritto sulla barbarie terrorista”, hanno detto i due esponenti evangelici sottolineando l'impegno di quanti in questi anni hanno contribuito ad arrivare alla svolta di questi giorni, e rivolgendo un pensiero particolare ai familiari delle tante vittime dell'ETA. “Come cristiani evangelici - hanno concluso Rodriguez e Blasquez - riaffermiamo, con speranza rinnovata, il nostro impegno alla preghiera, alla proclamazione dell'Evangelo della riconciliazione, alla costruzione della pace e della concordia insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà”. La rinuncia dell'ETA all'uso della violenza è stata commentata con altrettanto entusiasmo dal presidente dell'Unione avventista spagnola, Jesus Calvo: “In nessun caso la violenza è giustificata. Per questo motivo siamo felici per l'abbandono delle armi da parte dell'ETA. Siamo però rattristati per il prezzo elevato di vite umane che si è dovuto pagare per raggiungere questo risultato”.

(NEV/ENI) – Le chiese in Liberia sono impegnate attivamente nella mediazione fra il partito di governo e quello di opposizione per aiutare il paese ad uscire dall'impasse politica in cui si trova. Nelle ultime elezioni presidenziali, le prime organizzate dalla fine della guerra civile, nessuno dei 16 candidati ha infatti ottenuto più del 50% dei voti: di conseguenza è stato indetto un ballottaggio fra i due candidati che hanno ricevuto il maggior numero dei voti. Il prossimo 8 novembre, quindi, Ellen Johnson Sirleaf, del Partito dell'Unità, già eletta capo dello stato nel 2005 e co-vincitrice del premio Nobel per la Pace di quest'anno, sfiderà Winston A. Tubman, del Congresso per il cambiamento democratico. Quest'ultimo, però, ha annunciato un boicottaggio delle elezioni perché, a suo avviso, la commissione elettorale avrebbe manipolato i risultati elettorali in suo sfavore. Il pastore luterano Tolbert Jallah, segretario generale dell'Associazione delle chiese e dei concili dell'Africa occidentale (FECCIWA), ha commentato dicendo che creare una nuova commissione elettorale seguendo le richieste di Tubman “sarebbe una cosa del tutto irrealistica e non aiuterebbe il processo di pace. Per questo le chiese monitoreranno le varie fasi dell'elezione per garantire che si svolgano liberamente e con trasparenza”.

(NEV/WCRC) – In occasione delle celebrazioni per la Giornata della Riforma, che ricordano l'affissione da parte di Martin Lutero a Wittenberg delle 95 tesi contro le indulgenze che diedero il via alla Riforma protestante, Setri Nyomi, segretario generale della Comunione mondiale delle chiese riformate (CMCR) ha scritto a tutte le chiese membro del CMCR. Nel messaggio Nyomi ha sottolineato che “è necessario in un mondo ancora afflitto da ingiustizie razziali, di genere, climatiche che le chiese continuino ad essere vive, che siano sempre in contatto con il dono della Riforma e che continuino a rinnovarlo”.



Giovedý 03 Novembre,2011 Ore: 17:57