BS00467_.wmf (10680 byte) Osservatorio sulla Povertà in Irpinia

Le cifre sui protesti in Irpinia

SI riduce il numero dei protestati ma ad Avellino città la situazione non migliora
Giovanni Sarubbi

Osservatorio   Il Dialogo Home Page  Scrivici

 L'economia irpina sembra migliorare i propri conti. Lo si deduce dalla consistente riduzione dei protesti cambiari riscontrati nell'anno 2000 rispetto a quelli dell'anno 1999.  La tendenza alla riduzione dei debiti insoluti è però confermata anche dai primi dati sui protesti relativi al mese di gennaio 2001. Le cose nel 2000 sono andate meglio rispetto al 1999 per le famiglie, meno bene per le società. La diminuzione dei protesti, la cui gestione da quest'anno è a carico della Camera di Commercio, riguarda sia il loro numero totale, che si è ridotto di circa il 16%, sia l'ammontare complessivo, che si è ridotto di circa il 20%. I primi dati del 2001, indicano un'ulteriore riduzione sia del numero dei protesti che del loro ammontare. Se si mantenesse la stessa tendenza del mese di gennaio a fine anno si potrebbe registrare un ulteriore riduzione del 15% sul numero dei protesti e del 7% sull'ammontare complessivo.

Consistente è comunque l'ammontare totale dei protesti che fanno dell'Irpinia la provincia con uno dei più alti tassi di sofferenze bancarie del paese, cioè di prestiti erogati dalle banche e ad esse non restituite. Per il 1999, il totale dei protesti era stato all'incirca di 105 miliardi con circa venticinquemila fra persone singole e società non in grado di onorare i propri debiti. Nel 2000 i debiti non pagati sono stati circa 84 miliardi a fronte di ventimila protesti. La ripartizione dei debiti non pagati fra famiglie ed imprese vede le prime attestate attorno al 60% del totale e le seconde al 40%. Fra il 1999 ed il 2000, le imprese che non sono riuscite a far fronte ai propri debiti sono aumentate del 3% circa con conseguente riduzione del debito a carico delle famiglie.

La riduzione dei protesti fra anno 2000 e 1999, è stata dovuta in larga misura alla riduzione drastica del numero degli assegni non pagati, con quasi il 40% in meno, per un ammontare complessivo su base annua di circa 24 miliardi. Analoga tendenza forniscono i primi dati del 2001 con un numero di assegni protestati di poco minore alla media mensile degli assegni protestati nell'anno 2000.

I dati per la città capoluogo, a fronte di una sensibile riduzione complessiva dei debiti non pagati provincialmente, sono in contro tendenza rispetto al resto della provincia. L'ammontare complessivo del debito nel 1999 era addebitabile a famiglie ed imprese di Avellino città per circa il 19%; quest'ammontare è salito al 22% nel 2000 con un più 3%, mentre i primi dati del 2001 indicano un ulteriore aumento dei debiti non pagati a carico della città che si attesterebbe sul 26% circa dell'ammontare totale che, per il solo mese di gennaio, ha raggiunto la cifra di circa sei miliardi e mezzo. Per la sola città di Avellino fra il 1999 ed il 2000, sono stati oltre trenta i miliardi di debiti non pagati per circa 6500 protesti. In altre parole questo significa che pur riducendosi consistentemente l'ammontare dei debiti non pagati a livello provinciale, la percentuale maggiore di tale debito riguarda cittadini e imprese della città di Avellino. Questi dati confermano l'allarme lanciato alcuni mesi fa, proprio su queste colonne, dalle associazioni di volontariato e dallo stesso sindaco Di Nunno, sull'aumento della povertà nella città capoluogo.

La consistente riduzione dei debiti non pagati è un dato comunque positivo perchè meno persone corrono il rischio di finire sotto usura. Visto le cifre complessive in gioco vale però sempre il vecchio detto: "non fare debiti che non puoi pagare".

 

Ma ecco di seguito le tabelle e parte della relazione della Camera di Commercio di Avellino 

Protesti

Passando ad esaminare l’andamento dei protesti cambiari, si riscontra, nel periodo gennaio-settembre 2000, una riduzione complessiva, rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, del 16,44% nel numero complessivo e del 19,83% negli importi (vedi Tav. 11 e 12).

Nel dettaglio si evidenziano, però, andamenti differenti per le tre tipologie dei protesti: infatti i pagherò cambiari registrano una riduzione del 4,04% nel numero ma un aumento del 10,35% nell’ammontare; piuttosto stabile la situazione delle tratte non accettate con una lieve diminuzione sia nel numero (-5,16%) che nell’importo (-1,98%).

Molto più accentuato e da segnalare il calo degli assegni protestati registrato nel 2000 (-38,61% nel numero il e -37,19% nell’importo) rispetto ai corrispondenti valori del 1999 (cfr. graf.9). Al riguardo va rilevato che gli assegni protestati tornano su livelli, per così dire "fisiologici" dopo il negativo anno 1999 che aveva visto il preoccupante raddoppio delle relative cifre.

Cresce, quindi, in modo consistente l’importo medio unitario delle cambiali, pari a £ 2.830.197 mentre quello relativo alle tratte non accettate (£ 2.796.453) e agli assegni (£ 7.464.666) risultano stabili rispetto al 1999.

Gli effetti protestati a carico di individui sono stati 12.238 per un importo complessivo di £ 38.577.095.435, mentre quelli a carico delle società sono stati 3.481 per un importo di £ 24.849.074.447 registrando una quasi pari riduzione nel numero rispetto al 99 (-16,32% per i primi e -16,88 per i secondi), mentre nell’importo complessivo è più marcata la riduzione dei titoli a carico di individui (-22,97%) rispetto a quella dei protesti relativi alle società (-14,42%).

Anche la variazione della composizione percentuale nei due periodi oggetto di analisi (vedi graf. 10) evidenzia tale andamento.

I dati del capoluogo, rispetto a quelli provinciali, denunciano riduzioni più marcate per i pagherò cambiari sia nel numero (-9,27%) ma anche nell’importo (-3,78%), mentre più ridotta, rispetto al ‘99, le flessioni degli assegni protestati (rispettivamente -10,62% e -15,02%).

 

  

Tav. 11 - Protesti cambiari per tipologia titolo (numero e ammontare)

tipologia dei titoli di credito

totale generale gen-set 1999

totale generale gen-set 2000

totale

capoluogo

totale

capoluogo

ammontare

ammontare

ammontare

ammontare

pagherò

10.018

24.653.803.430

1.790 4.712.014.249

9.613

27.206.686.736

1.624

4.533.867.873

tratte non accettate

2.114

5.720.210.553

495 1.253.204.807

2.005

5.606.887.963

506

1.788.417.058

assegni

6.680

48.741.268.656

1.102 9.108.795.231

4.101

30.612.595.186

985

7.740.228.008

totale generale

18.812

79.115.282.639

3.387 15.074.014.287

15.719

63.426.169.885

3.115

14.062.512.939

 

Tav. 12 - Protesti cambiari per tipologia titolo (variazioni assolute e relative)

tipologia dei titoli di credito

variazioni assolute

variazioni percentuali

totale

capoluogo

totale

capoluogo

ammontare

ammontare

ammontare

ammontare

pagherò

-405

2.552.883.306

-166

-178.146.376

-4,04%

10,35%

-9,27%

-3,78%

tratte non accettate

-109

-113.322.590

11

535.212.251

-5,16%

-1,98%

2,22%

42,71%

assegni

-2.579

-18.128.673.470

-117

-1.368.567.223

-38,61%

-37,19%

-10,62%

-15,02%

totale generale

-3.093

-15.689.112.754

-272

-1.011.501.348

-16,44%

-19,83%

-8,03%

-6,71%

I primi dati di Gennaio 2001

gennaio2001_pro.jpg (58936 byte)

 


"Il Dialogo - Periodico di Monteforte Irpino" - Direttore Responsabile: Giovanni Sarubbi

Registrazione Tribunale di Avellino n.337 del 5.3.1996