Nella foto un’immagine di Monteforte vista dall’alto

L'inchiesta

Primi nel sud per numero di suicidi insieme alla provincia di Potenza

All’Irpinia il triste

primato dei suicidi

Alto anche il numero dei tentati suicidi. Forse la causa va ricercata nelle condizioni economiche piuttosto che nel disagio psichico.

Giovanni Sarubbi

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Alla provincia di Avellino spetta un triste primato nell'ambito delle regioni meridionali, quello dei suicidi. Con sette suicidi per ogni centomila abitanti, la provincia di Avellino è la prima, ex equo con quella di Potenza, fra le province di tutto il meridione d'Italia. Il dato di Avellino e Potenza è più del doppio della media del sud  che è di tre suicidi ogni centomila abitanti.  L'Irpinia è seconda invece, sempre rispetto al sud, per quanto riguarda i tentati suicidi, con sei tentati suicidi ogni centomila abitanti. Prima di noi c'è, ancora una volta, la provincia di Potenza con quasi nove tentati suicidi ogni centomila abitanti. In pratica per sette persone ogni centomila abitanti che sono riuscite in Irpinia a togliersi la vita, c'è ne sono altrettante che hanno provato a farlo ma sono state fermate in tempo. La tendenza suicida È più accentuata fra i maschi (dieci suicidi ogni centomila abitanti) che fra le femmine (quattro ogni centomila abitanti), con tendenza analoga anche per i tentati suicidi. Nella vicina provincia di Napoli, penultima nella graduatoria nazionale dei suicidi, siamo invece nell'ordine di un suicidio ogni cinquecentomila abitanti. Con un'immagine certo forte ma che rende l'idea, ad un suicidio in provincia di Napoli, corrispondono ben trenta suicidi in Irpinia. Il dato, incontestabile perché di fonte ISTAT, è di quelli che lascia senza parole, anche chi, come i giornalisti, ha a che fare quotidianamente con fatti di cronaca e di suicidi è costretto a scrivere. Le somme, e forse è un bene, spetta ad altri farle ma questo non sempre avviene a tempo debito. 

Quali le cause di una tendenza che ci accomuna ad un'altra realtà, sicuramente ancora più povera e diseredata di quella irpina come la provincia di Potenza? Il dott. Onofrio Scarpato, psicologo, usa una parola, anomia, per indicare ciò che spinge una persona, apparentemente sana, a suicidarsi. Anomia significa perdita della propria identità, dei riferimenti sociali, culturali, dei valori di riferimento, ma anche isolamento sociale derivante dalle proprie condizioni economiche, dalla miseria e dalle situazioni di degrado familiare o da contraddizioni esistenziali che non si riesce a risolvere o a compensare in qualche modo. In genere, chi si toglie la vita non ha mai avuto a che fare con le strutture sanitarie o i medici preposti a curare le malattie neurologiche o psichiche. Chi si rivolge a tali strutture, pur avendo il suicidio come causa possibile di morte, viene curato e riesce a tirare avanti anche se in condizioni non delle migliori. E' quello che conferma il dott. Dario Moschetti del reparto neurologia dell'ospedale di Solofra, secondo il quale il dato riferito alla provincia di Avellino riguarderebbe in particolar modo l'Alta Irpinia. La miseria, dunque, più che il disagio psichico, pur esistente in Irpinia, sarebbe alla base dell'elevato numero di suicidi della provincia di Avellino? E' una domanda a cui i dati dell'ISTAT non rispondono e su cui sarebbe opportuno che si sviluppasse un dibattito serio ed approfondito.

 

 

"Il Dialogo - Periodico di Monteforte Irpino" - Direttore Responsabile: Giovanni Sarubbi

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