L'inchiesta

In aumento anche in Irpinia il numero dei divorzi concessi dai tribunali ecclesiastici

Gli annullamenti dei matrimoni in Irpinia

L’aumento dovuto all’abbassamento dei costi e alle molteplici possibilità previste dal Codice di Diritto Canonico della Chiesa Cattolica Romana

Giovanni Sarubbi

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Nella testa della gente il divorzio è una cosa normalissima. Si convive con questa convinzione, fin da bambini e di fronte alla minima difficoltà si consiglia di rompere il matrimonio.  Lo afferma, ovviamente contrariato, don Antonio Testa, parroco di Atripalda e responsabile, per la diocesi di Avellino, di tutto ciò che concerne le cause di annullamento di matrimonio. Avellino, come le altre diocesi irpine, fa capo, per tali questioni, al Tribunale Ecclesiastico di Benevento. E' lì che vanno incardinati i processi per i matrimoni celebrati nella diocesi di Avellino. Ciò significa che se un avellinese si è sposato, per esempio, a Torino, è a quel tribunale ecclesiastico che si deve rivolgere. Fanno capo alla diocesi di Avellino, e quindi alla sua sezione "giudiziaria", esclusivamente i casi di annullamento di matrimonio "celebrati ma non consumati". In questo caso è la diocesi a preparare tutto l'incartamento e a chiedere la dispensa direttamente al Papa.   Ma quanti sono i matrimoni annullati in Irpinia ed è vero che le pratiche pendenti presso la Sacra Rota sono in aumento? "Le cause sono senz'altro in aumento - afferma don Antonio Testa - ma, per quanto riguarda la diocesi di Avellino, si tratta comunque di piccoli numeri. Quattro erano le pratiche del 1998. Per il 1999 e 2000, c'è stato qualche caso in più ma niente di eclatante, su un totale di circa settecento matrimoni religiosi annui". Situazione pressoché analoga anche per tutto il Tribunale Ecclesiastico di Benevento dove una ottantina sono le pratiche in corso, di cui una cinquantina residui di anni passati, su un territorio molto vasto, perché a Benevento afferiscono anche le diocesi del Molise, oltre a quelle dell'Irpinia. Per l'avv. Marco Alaia di Avellino, matrimonialista ed abilitato ad operare presso i Tribunali Ecclesiastici, la situazione è inverce più complessa. "Il numero preciso degli irpini che si sono rivolti alla Sacra Rota - afferma Alaia - non è noto. Solo il mio studio ha seguito oltre un centinaio di casi negli ultimi tre anni presso i vari tribunali ecclesiastici della Campania a cui molti si rivolgono direttamente, scavalcando le strutture parrocchiali o diocesane". Anche per Alaia le pratiche sono in aumento, sia perché le spese previste dai tribunali ecclesiastici sono state notevolmente  ridotte, sia perché molti si sono accorti che i motivi di nullità previste dal Codice di Diritto Canonico sono molte e più favorevoli di quelle civili. Fra queste, afferma Alaia, quella che va sotto il nome di "esclusione della indissolubilità", vale a dire il riuscire a dimostrare, con prove documentarie o testimoniali, che non si credeva all'indissolubilità del matrimonio all'atto della sua celebrazione.  Ma molto diffusi anche i casi di nullità per incapacità psichica di uno dei coniugi; di coniugi tossicodipendenti; di rifiuto a voler mettere al mondo dei figli che, secondo don Antonio Testa, molti vedono come dei veri e propri "Castighi di Dio". Non mancano neppure, e siamo nel 2001, i casi di matrimoni sciolti perché celebrati sotto la minaccia dei parenti.

 

 

 

 

"Il Dialogo - Periodico di Monteforte Irpino" - Direttore Responsabile: Giovanni Sarubbi

Registrazione Tribunale di Avellino n.337 del 5.3.1996