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Come ai tempi del cardinale Richelieu.
Chi non ricorda quel passo del romanzo "I tre moschettieri" di Alessandro Dumas,
nel quale il famoso cardinale consegna a madama De Winter la lettera con la quale gli
conferiva ampio mandato per l'espletamento del suo lavoro di spia? "Il latore della
presente, ha fatto quello che ha fatto su mio ordine", firmato Richelieu.
La "riforma" dei servizi segreti annunciata domenica 25 novembre alla stampa dal
Ministro Frattini, ricalca pari pari l'idea del potere assoluto dei monarchi medievali, a
cui era concesso tutto ed il contrario di tutto, con il loro potere associato ad una
investitura divina e quindi impossibile da mettere in discussione. Non era un caso che gli
imperatori cercasssero l'investitura dalla Chiesa e che alla Chiesa venissero riconosciuti
privilegi e prebende. Il potere statale si manteneva così, con pochi ad avere tutti i
poteri, e la stragrande maggioranza a sudare sangue.
Nonostante la rivoluzione francese e tutto ciò che da allora è capitato all'umanità, il
governo Berlusconi pensa di ritornare al potere assoluto. Nella sua riforma dei servizi
segreti sono previsti infatti i seguenti principi:
1- non punibilità per gli agenti che commettono reato in operazioni autorizzate. Per il
momento è escluso l'omicidio, poi forse, una volta approvata la riforma, chissà...;
2- le operazioni debbono essere concordate dal direttore dei servizi con il ministro
competente e devono essere autorizzate dal presidente del Consiglio;
3- gli uomini dei servizi non devono avere rapporto con i magistrati. Agiscono senza
controllo giudiziario e solo nel caso in cui l'operazione dovesse dare risultati positivi
dovrebbero riferire alla polizia giudiziaria che a sua volta farebbe rapporto al
magistrato;
4- Se l'agente in servizio viene sorpreso durante un'operazione non può essere sottoposto
ad indagine dell'autorità giudiziaria ma il controllo dell'operazione passa alla
Direzione Antimafia;
5- tutte le operazioni dei servizi possono essere coperte dal segreto per non più di 15
anni a meno che non ci sia un decreto motivato del presidente del Consiglio che proroghi
il termine;
6- Il Parlamento non deve essere informato delle operazioni ma stabilisce solo il budget
economico dei servizi;
7- dulcis in fundo, il Governo non è più obbligato a riferire periodicamente al
Parlamento sulle attività dei servizi.
Che dire di fronte a tali proposte? Verrebbe la voglia di emigrare
all'estero e buttare a mare le proprie origini italiane, ma dove? Il problema è che
riforme simili, se non peggiori, sono state approvate negli USA e stanno per essere
approvate in moltissimi altri stati europei, con la scusa, manco a dirlo, della lotta al
"terrorismo internazionale". Al presidente Bush, per esempio, sono stati
conferiti poteri pressoché assoluti. C'è persino il ricorso alla tortura nell'agenda dei
servizi segreti USA. Se va avanti così è lecito aspettarsi leggi sulla censura della
stampa quotidiana, settimanale, radiotelevisiva o di carattere scientifico e
culturale. Ci aspettiamo la chiusura di Internet o di tutto ciò che può favorire
la libera circolazione delle idee. Ma iniziative potrebbero essere prese anche sul piano
religioso, sia contro le religioni diverse da quella cristiana, sia contro la stessa
religione cristiana, magari contro quei settori della cristianità che professano la
radicalità del vangelo, la giustizia sociale e la liberazione degli oppressi. Magari
qualcuno starà anche pensando ad una sorta di incoronazione dei governanti, come
accadeva verso la fine del primo millennio, prima dello scisma d'occidente e della riforma
protestante...
Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere per i prossimi 10 anni.
Il guaio è che le opposizioni, negli USA come in Italia, sembrano essere in preda alla
completa perdita della propria coscienza critica. Balbettano idiozie su idiozie; c'è
persino chi dice che la riforma dei servizi proposta dal ministro Frattini sia una buona
base di discussione. E perché, ci si consenta, non reintrodurre lo "jus prime
noctis", l'obbligo di lavorare gratis per il signorotto del paese, e quant'altro era
in uso nel medioevo? D'ora in poi proponiamo di chiamare il ministro Frattini con il nome
di "Forattini", aggiungendogli una "o", perché le sue dichiarazioni
sono meglio di una vignetta di Forattini, un toccasana per il buon umore ma certo non per
la nostra democrazia.
Per combattere quello che viene definito il "terrorismo internazionale", non
servono leggi speciali o guerre: basta proibire la vendita delle armi, chiudere i paradisi
fiscali e finanziari, impedire il traffico della droga, tutte cose nelle quali sono
impegnate decine di banche ed industrie dei paesi occidentali, di USA ed Inghilterra in
testa.
Forse e tutto uno scherzo. Probabilmente qualcuno fra un po' di tempo ci comunicherà che
il periodo della pazzia collettiva è finito, e che si comincerà a fare sul serio. Ma
questo non ci consola. L'ultima volta che è successo un fatto simile è stato un
massacro, con 60 milioni di morti, l'orrore dei campi di sterminio, l'avvio del terrore
nucleare, l'inizio della folle corsa agli armamenti, uno stato di guerra che è durato
cinquant'anni e che ancora perdura, prima "fredda" e ora "calda" e di
cui non si riesce a intravedere la fine.
Svegliarsi finché si è in tempo non sarebbe poi così male. |