Ecumenismo reale

di Viola Strasbourg

 

Controcorrente Il Dialogo Home Page Scrivici


Dall’ultimo numero della rubrica televisiva "Protestantesimo" ho finalmente appreso un’informazione precisa riguardo uno dei terrificanti avvenimenti che hanno funestato la nostra vita in questi ultimi giorni.

Il fatto è il massacro di cristiani in Pakistan. La prima notizia che ne ho avuto parlava di "cattolici uccisi da musulmani". Poi, quando i giornalisti italiani ci hanno dato notizia delle manifestazioni di protesta seguite alla strage, la piccola folla che chiedeva "vendetta" è diventata "protestante". Ora (se posso fidarmi dell’informazione di "Protestantesimo") risulta che i cristiani uccisi erano metodisti riuniti in un luogo di culto cattolico.

Questo mi ha dato occasione per una piccola riflessione sull’ecumenismo. Non sono sicura che abbia un senso occuparsi di queste cose mentre la gente viene uccisa durante la preghiera e a causa della preghiera; forse bisognerebbe smettere di discutere e andare, disarmati, in massa, in Pakistan; riunirsi nelle piazze e nelle strade e lì, al cospetto di Dio e degli esseri umani, confessare la nostra disarmata fede nel Signore Gesù e – se necessario – farci tutti uccidere per testimoniare che veramente crediamo in Colui che si è lasciato uccidere.

Ma forse, invece, l’ecumenismo è una cosa seria che può avere conseguenze rilevanti per la vita delle persone. E allora ha senso continuare a riflettere e discutere: un lavoro che può essere fatto a margine del corso tragico della nostra storia, ma come a margine è la cimosa del tessuto.

Così confesserò il mio peccato: quando sento parlare degli incontri "ecumenici" mi si drizzano i capelli in testa. Tutto quel teatro! Tutto quel gioco delle parti! Tutti quei formalismi e scambi di cortesie inconcludenti! Ricordo con raccapriccio le immagini televisive dell’inizio dell’Anno Santo (rifiuto di usare il termine biblico "giubileo" per quella mascherata) e dell’apertura della Porta (Santa anche lei), con gli ortodossi e i protestanti (stranieri, perché gli italiani - che conoscono la situazione - non ci sono andati) tutti raccolti nell’abbraccio mortale del Grande Fratello vestito di bianco.

E poi, quasi ogni volta che giornali e televisioni italiani nominano il protestantesimo è per dire una fesseria (basta pensare all’accostamento tra regime talebano e Ginevra riformata!), una sciocchezza, una banalità o – come minimo – un’imprecisione. Sarà un eccesso di dietrologia a farmi vedere in tutto questo una strategia ben precisa? È sufficiente l’ignoranza dei giornalisti e dei politici (ma è tutta gente che ha studiato!) a giustificare il loro atteggiamento? E allora come mai i cattolici ecumenici non intervengono per fare chiarezza, per portare informazione e cultura, loro che dovrebbero conoscere bene la realtà protestante, dopo decine e centinaia di incontri, dibattiti, tavole rotonde, settimane di preghiera? Perché, i cattolici ecumenici, non parlano un pochino di meno con noi protestanti e un po’ di più con quegli altri cattolici che hanno responsabilità nella politica e nell’informazione?

Ora farò un’altra confessione. Sperimento quotidianamente un ecumenismo molto diverso da quello degli incontri al vertice e degli abbracci mortali. L’amico neocatecumeno con cui tante volte ho pregato per mie e sue necessità, problemi e malattie. L’amica settantenne della Caritas che non si occupa di ecumenismo ma mi riconosce nella pratica lo "status" di sorella nella fede. La coppia interconfessionale che ha fatto della differenza uno strumento per approfondire il rapporto d’amore che li lega e la conoscenza del Signore. La Chiesa dei Fratelli (quelli fondamentalisti, integralisti e antiecumenici) che mi ammette alla Cena del Signore ben sapendo di quale chiesa faccio parte e che non ho rifatto il battesimo da adulta. I vicini di casa pentecostali (anche questi fondamentalisti ecc.) che spesso condividono con me la gioia della preghiera e della comunione.

L’elenco degli esempi di ecumenismo reale che fanno parte della mia esperienza potrebbe continuare a lungo. Ma lo chiuderò qui, tornando in Pakistan. A quei cristiani protestanti ospitati per il loro culto da una comunità cattolica. Ecco l’ecumenismo che piace a me. La bella notizia di questo esempio di ecumenismo reale attenua un po’ il mio dolore per la perdita di quei fratelli e di quelle sorelle, di quelle vite cristiane, di quelle vite umane.

Peccato non avere avuto la notizia da qualche giornalista cattolico "di punta", magari accompagnata da una piccola riflessione sull’unità dei cristiani di fronte alla persecuzione e al martirio, durante qualche trasmissione importante e largamente seguita dal pubblico!

Permettetemi di rivolgere un appello a tutti voi che condividete con me l’unico battesimo, l’unica fede nell’unico Signore, nell’unico Dio e Padre di tutti che è sopra tutti fra tutti e in tutti. Basta col teatro, coi dibattiti ultradecennali per arrivare a firmare dei documenti che poi vengono tenuti accuratamente nascosti alle parrocchie. Basta col demonizzare pentecostali e Fratelli. Incontriamoci nella vita quotidiana, amiamoci con i fatti e in verità.


"Il Dialogo - Periodico di Monteforte Irpino" - Direttore Responsabile: Giovanni Sarubbi

Registrazione Tribunale di Avellino n.337 del 5.3.1996