Le Biffate
«Storici svarioni-Alberigo scivola sulla cattedra»

A cura di Domenico Manaresi

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Bologna, martedì 6 novembre 2001

Leggo su "Avvenire-Bologna7" di domenica 4 novembre 2001 e riporto qui di seguito. Sommessamente mi permetto comunicare che (e ho la certezza di non essere il solo!) concordo con il prof. Alberigo.

Sempre sommessamente mi permetto anche ricordare all’anonimo estensore di questi "commenti" su "Avvenire-Bologna7" anche quanto "…l'antico Padre Sant'Ignazio di Antiochia ammoniva…": «…Quanto più uno vede che il vescovo tace, tanto più lo rispetta…» (Agli Efesini, VI - 1).

Su richiesta mi impegno a inviare fotocopia dell’intervista al prof. Alberigo sul «Resto del Carlino» (31/10).

Shalom a tutti, ma proprio a tutti… anche a coloro che presumono che un buon episcopo-teologo possa e debba essere anche un buon "tuttologo"… Domenico Manaresi

Mitt. Domenico Manaresi - via Gubellini, 6 - 40141 Bologna - tel&fax 051-6233923 – e-mail: bon4084@iperbole.bologna.it

 


Il commento – (da "Avvenire-Bologna7" del 4 nov. 2001)

Storici svarioni - Alberigo scivola sulla «cattedra»

Si può essere illustri storici della Chiesa, di essa si possono conoscere tutti gli avvenimenti, gli uomini, le date; si può avere ricevuto tutti i riconoscimenti, finanche quello di professore emerito; eppure potrebbe capitare di non conoscere realmente la Chiesa. Come questo è possibile? Oggetto della storia della Chiesa è un «mistero», il mistero del «Cristo totale»; ed esso è realmente accessibile solo attraverso un atto di fede e d'amore. L'intima adesione e l'amore alla Chiesa ne sono il solo autentico e necessario principio conoscitivo. Solo lo sposo conosce realmente la sposa.

Senza il Vescovo non c'è la Chiesa, come tutti i credenti sanno. E perciò l'antico Padre Sant'Ignazio di Antiochia ammoniva: «State col Vescovo, perché anche Dio stia con voi». «Chi onora il Vescovo viene onorato da Dio». «Conviene procedere d'accordo con la mente del Vescovo».

Non sappiamo se lo stesso Sant'Ignazio alludesse a qualche storico del suo tempo quando scriveva: «Ho ascoltato alcuni che dicevano: "se non lo trovo negli archivi, nel vangelo io non credo". Io risposi loro che sta scritto, ed essi di rimando che questo è da provare. Per me l'archivio è Gesù Cristo, i miei archivi inamovibili la sua croce, la sua morte e risurrezione e la fede che viene da lui» (S. Ignazio di Antiochia, Ai Filadelfiesi, VIII).

Perciò è molto triste che il prof. Alberigo, illustre storico della Chiesa, dichiaratamente cattolico, si congedi da una vita di insegnamento universitario ricca di riconoscimenti dichiarando che il suo vescovo (il card. Biffi) chiede discriminazioni religiose e viene meno al dovere della fraternità: da dove si vede che del suo Vescovo non conosce né l'insegnamento né le opere. Verrebbe da pensare che si sia dimenticato di consultare gli archivi.

Però Alberigo è anche rinomato storico del Concilio Vaticano II, e quindi certamente sa che «il Sacro Concilio insegna che i Vescovi per divina istituzione sono succeduti al posto degli Apostoli, quali pastori della Chiesa, e che chi li ascolta, ascolta Cristo, chi li disprezza, disprezza Cristo e Colui che ha mandato Cristo» (Lumen Gentium, 20).

 

 

Il parere di Rosso Malpelo

Riproponiamo il testo della rubrica «Lupus in pagina» di Rosso Malpelo pubblicato ieri da «Avvenire».

«Non è tempo di crociate». Bel titolo sul «Resto del Carlino» (31/10) per l'intervista al prof. Giuseppe Alberigo, storico che va in pensione, ma che continuerà a fare lo storico. Ma per Malpelo tra le tante riflessioni acute ce n'è un paio di ottuse.

La prima: «L'enfasi posta da Giovanni Paolo II sull'evangelizzazione» non dice ai cattolici di annunciare il Vangelo ai credenti in altre fedi, ma agli atei e agli scristianizzati che hanno perso la fede cristiana. Perciò «le altre fedi non hanno di che temere». Rassicurante, forse, ma presa sul serio pare strana. Sulla bocca di Gesù «Andate e annunciate il Vangelo a tutte le creature» (Mt 28), che voleva dire? Allora, prima ancora del cristianesimo, non c'erano «scristianizzati».

È un po' strano, a meno che la seconda riflessione non spieghi tutto. Alberigo la fa quando afferma che il cardinale arcivescovo di Bologna non è «per niente, per niente» in linea con il Papa perché «chiede di discriminare tra gli immigrati cattolici e gli altri», e quindi «non muove da una fraternità». Bel colpo! Un cardinale «non sente il Papa» e « nega la fraternità»! Che dire? Che lo storico è tale se scrive in base a «documenti e monumenti».

Ha letto sul serio, il prof. Alberigo, il documento del card. Biffi cui crede di riferirsi, ed ha presenti le ripetute spiegazioni offerte dall'autore, per quelli che non hanno voluto capire? Malpelo teme di no. Quel «non è tempo di crociate» vale per tutti, anche per gli storici. Forse è il caso di rileggere Matteo 28, il Papa sull'evangelizzazione e quel documento dell'arcivescovo di Bologna. In pensione si ha maggiore tempo...

 

Mitt. Domenico Manaresi - via Gubellini, 6 - 40141 Bologna - tel&fax 051-6233923 – e-mail: bon4084@iperbole.bologna.it


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