Il dibattito sul "motu proprio"
Una richiesta di dimissioni

di Renzo Coletti

Dissenso sulla posizione del WRCP in merito al Motu Proprio di Benedetto XVI per la reintroduzione del rito tridentino espressa dal suo segretario nazionale dott. Luigi De Salvia


Nell’ambito del dibattito scaturito dalla pubblicazione del "Motu proprio" di Benedetto XVI che liberalizza il rito tridentino della messa, registriamo la seguente nota di dissenso dalla posizione espressa in un suo comunicato dal segretario generale del WRCP Luigi De Salvia. Come nostro costume pubblichiamo questa lettera senza alcuna censura augurandoci anzi la prosecuzione del dibattito.


Egregio Dott. Sarubbi,

Ancora una volta mi rivolgo a lei, per sottolineare la mia posizione in seno al W.C.r.P.

Sono Renzo Coletti, il cieco che le ha inviato la proposta di anti embargo, a partire dalla Palestina e a tutte le realta’ in cui viene applicato.

La ringrazio per avermi inserito nel suo sito e rilancio la proposta. Se come spero, l’incontro Cristiano Islamico, si ampliera’ a livello europeo, la mia proposta puo’ davvero avere qualche possibilita’ di risultato. Non credo sia la certezza della vittoria, a condizionare le nostre scelte. Anzi! Spesso l’ impossibile ci dona il possibile e comunque una dignita’ di proposta, come l’ intera vita e’.

Aggiornandola sulla situazione del W.c.R.P. genovese, debbo dire di essere stato diffidato dal usare il sinonimo, per questo mio impegno. Come lei sa, ho usato le mie referenze personali, quindi il richiamo e’ stato privo di buon senso. Oggi la situazione si sta evolvendo, ma la posizione della Chiesa e del segretario nazionale del W.C.r.P. Dott. Luigi De Salvia, attraverso un comunicato stampa, rende sempre piu’ difficile un dialogo gia’ non privo di difficolta’ .

Le allego quindi il comunicato stampa e la mia risposta.

La comunita’ di Bose, ha gia’ preso posizione, ed il giornalista Ettore Masina, ha dato una sua bellissima interpretazione dei fatti che puo’, come sempre, leggere nel suo sito nella sua ultima lettera: "La lingua dei vincitori".

Credo che la nostra liberta’ , gia’ di fatto molto monca, stia giungendo al lumicino.Quindi onde evitare nuove restrizioni e lavaggi del cervello, sia importante riprenderci la dignita’ di Cristiani, non succubi di arroganze ne’ papali, ne’ di nessun altro.

Pertanto la invito ad una nuova pubblicazione di un mio testo in proposito.

Quanto piu’ ampia sara’ la diffusione, tanto piu’ inferiore sara’ il mio rischio personale e tanto piu’ superiore l’efficacia.

Cordialita’ .

Renzo Coletti.




Comunicato-stampa in merito al "Motu proprio" "Summorum Pontificum" di Sua Santita’ Benedetto XVI.

E’ senz’altro molto apprezzabile questa saggia e coraggiosa iniziativa di Sua Santita’ per non escludere quelle componenti della grande comunita’ cattolico- romana, che chiedono di esprimere la preghiera eucaristica con le forme consegnate dalla tradizione precedente alla riforma liturgica promulgata da Sua Santita’ Paolo VI nel ’70, in coerenza con il grande rinnovamento del Vaticano II.

Questa attenzione a non reprimere o mortificare le componenti "conservatrici" e’ un grande segno di responsabilita’ nella costruzione della pace intrareligiosa, come momento imprescindibile in un’epoca nella quale sentiamo cosi’ forte l’impegno ad alimentare il dialogo interreligioso, dal quale dipende in gran parte il futuro della vita nel pianeta nel senso della crescita o dell’ involuzione piu’ drammatica.

Ci auguriamo anche che rimanga un punto fermo l’applicazione dei principi e delle riforme del Vaticano II, in particolare per quanto riguarda il rispetto verso "l’immagine divina" riflessa in ogni persona umana e la considerazione "per tutto quello che e’ sacro" nelle altre religioni, cosi’ come e’ espresso con alta sensibilita’ nella dichiarazione NOSTRA AETATE ; l’orizzonte comune sia quello della conversione ad un atteggiamento di fraternita’ universale per costruire unita’ nella molteplice famiglia umana, vincendo le paure reciproche nelle quali siamo indotti dalle difficolta’ dell’esistenza.

A nome della sezione italiana WCRP,

Luigi De Salvia, segretario generale



A Luigi De salvia

Egregio segretario,

lei puo’ esprimere le proprie idee, ma non puo’ farlo come meglio crede e a suo insindacabile giudizio.

Sarebbe gia’ discutibile l’oppurtunita’ o meno di designare come segretario generale una figura che rappresenta il mondo cattolico. Il mondo interreligioso, non ha confini di stato e di idee, quindi la sua posizione in una realta’ di Nazione e Stato, in cui la religione cattolica e’ dominante, dovrebbe sforzarsi di esprimere una sua rappresentanza di religione diversa o emanare un comunicato derivante da un consiglio paritetico. Nel caso specifico, e’ a dir poco sconcertante l’adesione alla delibera papale da parte di un operatore di Pace e giustizia, difensore dell’eguaglianza e della pari dignita’ di ogni credo. Non importa la mia Fede o il mio Credo, non importa la mia cittadinanza, non importa il colore della mia pelle, non importa la mia lingua madre, non importa il mio sesso o l’essenza della mia persona, ma cio’ che conta e’ la volonta’ espressa all’atto della mia nascita. Il disegno Divino non prevede una condizione di disparita’ nel suo evolversi, ma un progetto che possa innalzare l’ Uomo ad una complessita’ universale in cui riconoscersi come creatura ad immagine e somiglianza di Dio. Un Dio che non sia quindi parte, ma sia il Tutto e quindi noi stessi parte di Lui. La realta’ inconoscibile e’ l’aspetto che l’ Uomo, sempre inteso come specie umana, deve evolvere in un disvelarsi della coscienza che conduce alla consapevolezza del progetto universale, avvicinandosi sempre piu’ ad una spiritualita’ epurata dal desiderio di potenza e superiorita’; queste ultime esprimono soltanto l’ignoranza della propria condizione di semilavorato espressa da Nietzke direi in modo perfetto. Noi abbiamo il corpo di cui siamo stati dotati, ma anche quello che la cultura dominante ha formato, attraverso anche il sentire religioso e lo scientificamente ammissibile e conosciuto. Se e’ impensabile oggi tornare ad un corpo medioevale, e’ altrettanto impensabile tornare ad un pensiero espresso da una mente-corpo la cui spiritualita’ e’ superata dall’evoluzione stessa nel suo complesso.

Come e’ inacettabile, immaginare un neonato fasciato dai piedi alla testa, quasi intoccabile, o la struttura di un guerriero medioevale, altrettanto impensabile e’ concettualizzare il vissuto di un credo che oggi non e’ ne’ forma, ne’ sostanza concepibile. Aprirsi al vecchio non e’ ne’ tradizione ne’ cultura, ma esattamente il contrario. La tradizione e’ cosa ben piu’ seria e profonda di un rivivere il passato in una realta’ del momento.

Oggi i piu’ grandi pensatori e scienziati hanno dato una rivisitazione del nostro quoziente intellettivo attraverso le nuove mappe mentali che prevedono non solo una capacita’ matematica o di astrazione (che sono in ultima analisi la stessa cosa),ma sono andati oltre la visione limitante dei nostri sensi, estendendo la nostra capacita’ di interazione con la natura e l’evoluzione spaziale e dinamica delle nostre capacita’ sensoriali. Quindi la nostra unica possibilita’ di divenire parte dell’immagine di Dio, ovvero raggiungere la spiritualita’ assoluta, e’ possibile solo attraverso un pensiero che ci permetta di raffinare il nostro intelletto, oltre la ragione, e oltre la materia.

Pregare Dio e credere in Lui, e’ l’inverso di crederci estranei all’Universo nel suo insieme e nella sua essenza divina. Non importa se il Papa, o lei o chiunque altro dice qualcosa di diverso o opposto, dimostra solo la volonta’ di potenza che non e’ novita’ della Religione sia cattolica che di altra natura.

Sfido lei o chiunque altro ad un dibattito pubblico sull’argomento e con la dovuta certezza di una divulgazione. Senza divulgazione, il mio e’ un grido nel vuoto di un deserto che oggi e’ l’anima dei fedeli a cui lei e il Papa vi rivolgete, sforzandovi di rendere menti inespresse e prive di volonta’ propria e intelletto individuale e collettivo per comunicazione inter-personale, che la comunita’ sempre piu’ mondo dovrebbe salvaguardare da oppressioni come la sua e di cio’ che definiamo Sua Santita’ . (Appunto sua e non nostra).

Puo’ ovviamente ignorare il mio scritto o screditare il mio personaggio, ma questo e’ il modo che desidererei di piu’, perche’ e con il mio sangue che lei segnerebbe le coscienze ancora immature e incapaci di reazione ad una oppressione culturale, che di cultura non ha neppure la parvenza e la minima forma.

Le auguro una ascesa al suo paradiso, che non mi vedra’ certo ospite ne’ ansioso di raggiungerlo, perche’ trovare lei e’ come sapere di essere giunti al girone dantesco infernale in cui Dante condannava i mentitori come peggior specie umana, oltre l’assassinio, perche’ potenzialmente incapacita’ di contenersi, mentre elevare la menzogna a metodo e soprattutto a credo religioso, e’ cosa molto piu’ grave.

Puo’ invocare la Pace o la Tolleranza, o puo’ condannare la guerra e far credere al mondo la sua estraneita’ a tutte le barbarie a cui assistiamo, ma se non riacquistiamo il significato delle parole come linguaggio umano, il suo blaterare e’ solo ipocrisia e perbenismo di bassa lega.

Oggi giunti nel terzo millennio, abbiamo ancora da vincere una battaglia semplice come l’igiene, che nel terzo e quarto mondo semina piu’ morti di una guerra. Lei vorrebbe invece tornare in un epoca, dove gli ebrei venivano guardati con sospetto, proprio per la loro sopravvivenza maggiore, solo effetto di regole igieniche piu’ appropriate e parte del loro credo. Cosi’ era pure per il mondo Islamico, in cui erano obbligatorie certe abluzioni che consentivano un igiene personale efficace. Mentre gettiamo al macero alimenti fondamentali per la nutrizione, solo per mantenere i prezzi piu’ alti e una distinzione di classe, migliaia di bambini muoiono di fame e di malattie, per causa del nostro sistema che definiamo cultura occidentale da esportare insieme alla nostra crudelta’ e alla nostra meschinita’ che chiamiamo progresso e mercato.

W.C.R.P.? Riesce davvero a pensare che una radicalizzazione della Fede in modo razzistico e di fascistizzante memoria possa condurre alla pace? Se la guerra che oggi persino il Papa, (quello precedente), ha definito giusta, viene definita missione di Pace, allora la sua verita’ ha il fascino dell’orrore e della necrofilia.

Chiedo pertanto le sue dimissioni da ogni incarico in seno al W.c.r.P. e le sue scuse per aver usato il suo incarico per fini non coerenti alla nostra formazione inter-religiosa. Chiedo a tutti i menbri dello stesso w.c.r.P. di prendere posizione in proposito, e al mondo cattolico di intraprendere una battaglia etico - morale, per far ricredere e retrocedere il Papa dal suo passo falso. Ci viene sempre detto che la Chiesa siamo noi: quindi e’ giunto il momento di dimostrarlo.

Per citare un testo di Levi: "Se non ora quando?"

Cordialita’ .

Renzo Coletti.



Mercoledì, 01 agosto 2007